Territorio: da alleanza Sos Soil a calcolo carbon footprint, difesa suolo parte da Assisi 

Pubblicato da in data 4 Dicembre 2019

Da alleanza Sos Soil a calcolo carbon footprint, difesa suolo parte da Assisi

Pubblicato il: 05/12/2019 17:09

Un’alleanza per la difesa del suolo, risorsa strategica per la sicurezza alimentare, la conservazione della biodiversità e la regolazione dei cambiamenti climatici. Nella Giornata mondiale del suolo, il Consorzio Italiano Compostatori (Cic) da Assisi, in occasione della terza edizione del convegno “Dalla terra alla Terra“, rilancia in Italia l’alleanza S.O.S. Soil “Save Organics in Soil” (https://www.compostnetwork.info/signature_manifesto/), firmata a Bilbao ad ottobre ed avente come promotori il Cic e l’European Compost Network (Ecn).

“Il documento firmato a Bilbao è stato un punto di partenza decisivo per accendere i riflettori a livello europeo ed internazionale sull’importanza del suolo come risorsa strategica nella lotta ai cambiamenti climatici. Ora da Assisi lanciamo l’appello per stimolare nuove iniziative politiche e atti normativi conseguenti a livello europeo e declinate nei nostri territori”, sottolinea Massimo Centemero, direttore Cic.

“La Giornata Mondiale del Suolo rappresenta quindi un’occasione per chiedere a sempre più enti, associazioni, aziende, consorzi, cittadini ed esperti della comunicazione di aderire alla nostra iniziativa e di lavorare per sensibilizzare cittadini e politica in Europa e in Italia sul tema fondamentale della difesa e rigenerazione del suolo“, aggiunge.

Se il suolo è difeso, coltivato, curato significa che il dissesto idrogeologico viene frenato dalla cura dell’uomo. Anche per un amministratore locale per il quale il dissesto idrogeologico può rappresentare un rischio per la vita dei propri cittadini questo è importantissimo”, rimarca il sindaco di Assisi Stefania Proietti.

Al centro della discussione al convegno di Assisi il ruolo del compost nella rigenerazione del suolo. “Il suolo è una risorsa non rinnovabile (10 centimetri necessitano di 2000 anni per essere rigenerati) – prosegue Centemero – ed è fondamentale per la produzione alimentare destinata all’uomo e agli allevamenti. Per questo motivo abbiamo bisogno di pratiche rigenerative per arrestare il suo degrado e la perdita di fertilità: sebbene si tratti di un motivo di grande preoccupazione, l’Unione Europea non ha tuttavia ancora adottato una direttiva sul suolo. E necessario riportare la materia organica nel suolo, con il duplice effetto di contribuire alla decarbonizzazione attraverso l’assorbimento di carbonio e di rendere il suolo più resiliente e più fertile”.

In occasione dell’evento del Cic sono stati mostrati gli sviluppi di Fra’ Sole, il progetto di sostenibilità del Complesso Monumentale del Sacro Convento di Assisi, con la presentazione del compost ottenuto dal punto di compostaggio circolare installato nei pressi degli orti del Sacro Convento in collaborazione con il Cic. Il progetto che ha preso il via nel 2018, proprio in occasione della Giornata Mondiale del Suolo, mette al centro l’educazione ambientale non solo dei frati del Convento ma anche dei milioni di pellegrini che ogni anno visitano Assisi e la tomba di San Francesco.

Grazie alla partnership tecnica con il Cic, il progetto Fra’ Sole ha permesso di realizzare una soluzione di recupero della frazione organica (sia residuo alimentare del refettorio del Sacro Convento che sfalci e potature della selva e del bosco di Assisi) per trasformarla in compost di qualità da riutilizzare a favore dei terreni del convento o del territorio circostante.

“Il progetto trae spunto dall’enciclica di Papa Francesco Laudato si’ e ha spinto noi frati a riflettere sulle azioni che posso aumentare il benessere del nostro pianeta – racconta Padre Antonello Fanelli del Sacro Convento di San Francesco d’Assisi – Il progetto Fra’ Sole riguarda l’organizzazione interna nelle cose più semplici come il compostaggio e la raccolta differenziata, un’attenzione all’uso delle acque e a come riscaldare e rinfrescare le nostre strutture senza sprecare. Per fare questo è stato necessario farci aiutare da esperti”.

Ad Assisi infine è stata presentata ufficialmente CO2mpost, una piattaforma online, sviluppata dal Cic in collaborazione con Studio Fieschi, in grado di calcolare la carbon footprint, cioè l’impronta di carbonio, degli impianti di compostaggio e digestione anaerobica: calcola quindi il bilancio fra le emissioni prodotte dalle attività dell’impianto e quelle evitate grazie all’utilizzo di compost ed energia da biogas in sostituzione ai fertilizzanti e all’energia prodotti da fonti fossili. Obiettivo: evidenziare e dimostrare i benefici che una gestione virtuosa del rifiuto organico determina nella lotta al cambiamento climatico.


Opinioni dei lettori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato sul nostro sito.* campo obbligatorio.



Traccia corrente

Titolo

Artista

Background