Danza: ‘Schiaccianoci’ del Balletto di Roma in scena al Quirino 

Pubblicato da in data 6 Dicembre 2019

Al Quirino in scena 'Lo Schiaccianoci' di Volpini firmato per il Balletto di Roma

Una scena dello ‘Schiaccianoci’, nella nuova rilettura coreografica di Massimiliano Volpini per il Balletto di Roma, in scena nella capitale al Teatro Quirino dal 17 al 22 dicembre

Pubblicato il: 07/12/2019 18:14

Debutta il 17 dicembre (repliche sino al 22) al Teatro Quirino, nella capitale, lo ‘Schiaccianoci’ firmato per il Balletto di Roma, in una nuova rilettura coreografica, da Massimiliano Volpini.

“Non è Natale senza ‘Lo Schiaccianoci’ ma, si sa, non è Natale solo dove splende la luce. La rilettura del più classico dei classici, ideata dal coreografo scaligero, ribalta l’ambientazione originale del primo atto, sostituendo all’enorme casa borghese in festa la strada di un’immaginaria periferia metropolitana.

Qui, abitanti senzatetto e ribelli senza fortuna vivono come comunità d‘invisibili, adattandosi agli stenti della quotidianità e agli scarti della città. Un muro imponente separa due strati di società, chiudendo fisicamente e idealmente una fetta d’umanità disagiata in un angolo di vita separata e nascosta.

Nessun pupazzo o soldatino, ma solo un principe, il Fuggitivo, e la sua amata. I due giovani temerari tenteranno il grande salto oltre il muro e affronteranno bande di uomini oscuri, vigilanti di rivoluzionari tumulti. La tradizionale ‘battaglia dei topi’ si trasformerà in un cruento scontro di strada il cui esito sarà l’evasione del Fuggitivo e la salvezza di Clara.

Attraverso il coraggioso passaggio a un’altra dimensione, il viaggio immaginario di Clara è tutto ciò che avviene nella testa della giovane un attimo prima di decidere se seguire o no il suo eroe verso luoghi ignoti, la coppia di avventurosi inizierà una nuova vita, non bella e fantasiosa come quella immaginata, ma pur sempre fiduciosa verso il futuro.

Il secondo atto riaggancia ambientazioni e personaggi della tradizione, in un viaggio tra danze di mondo e personaggi bizzarri, un incanto che cancellerà per un attimo gli incubi grigi di una vita nell’ombra.

La magia non durerà tuttavia per sempre e sul finale Clara, pur tentando davvero la fuga da quel luogo, tornerà ad osservare il muro della sua prigionia con la consapevolezza di un’impossibile liberazione. Dall’altra parte continueranno a vivere gli invisibili, estranei al suo nuovo mondo come pezzi mancanti di un’umanità irrisolta.

Ma cosa rappresenta davvero la festività nella contemporaneità? Volpini l’ha voluta immaginare come una Pandora dei tempi moderni, sorpresa a scoperchiare un grande vaso di verità. Sorpresa. Proprio così è l’effetto che il vetro, la plastica, il legno, la carta e il cartone, materiali molto preziosi recuperati e riutilizzati grazie al riciclo creativo, hanno dato vita nei costumi e nelle scenografie di questo originale ‘Schiaccianoci’ del Balletto di Roma.

Il passo verso una riflessione sul tema ecologico è breve, un contesto avvertito ormai come una vera e propria necessità di riscoperta del sé. È tramite un processo giocoso e naturale che ‘Lo Schiaccianoci’ svela pezzi di tela, cartone, plastica e quant’altro disponibile alla fantasia, inventando nuovi mondi e dimensioni che strappano questi oggetti dal rischio di trasformarsi in un semplice ‘rifiuto’.

‘Lo Schiaccianoci’ di Volpini è uno stimolo ecologico a riflettere anche sulla condizione delle persone-rifiuto, sullo smarrimento d’identità sociale e sui mille volti del nostro ‘essere’. Se ci si arrende all’idea che questa entità sia unica e immutabile, infatti, si rischia di ‘ammalarsi’ di noia, insoddisfazione e apatia. Quest’opera fa pensare che in tutti noi si possa sempre nascondere una piacevole sorpresa e che è importante coltivare i sogni custoditi in fondo ai cassetti perché potrebbero rivelarsi meravigliosi progetti di vita nuova.


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