Renzi, il guru social: “Non chiamateci Bestia”  

Pubblicato da in data 10 Dicembre 2019

Renzi, il guru social: Non chiamateci Bestia

Pubblicato il: 11/12/2019 17:57

No. La Bestia no. Chiamateci come più vi aggrada, ma la Bestia no”. Lo scrive su Fb Alessio De Giorgi, a capo della macchina comunicativa social di Matteo Renzi, dopo il paragone oggi in un articolo con la ‘Bestia’ di Matteo Salvini. “Perché -argomenta- ci guida un sistema valoriale ben diverso da quello di Salvini: un sistema molto solido, che magari non tutti condividete ma che non è certo dettato dai likes”.

“Perché non usiamo troll, ma i nostri sono soltanto utenti reali, che firmano con nome e cognome assumendosi la responsabilità di ciò che scrivono. Perché quantitativamente i volumi sono notevolmente diversi, anche per la motivazione precedente. Perché gli squadristi, quelli veri, noi li combattiamo da sempre”.

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“Certo -prosegue De Giorgi-, siamo attrezzati e ci coordiniamo. Perché da sempre capiamo l’importanza di una presenza forte sulla comunicazione digitale. E certo, a dei singoli ogni tanto manca il freno a mano e, per quanto ci è possibile, cerchiamo di fermarli. Ma a me non verrebbe mai in testa di additare la comunità dei democratici quando qualcuno di loro dice una parola di troppo o fa qualcosa che non condivido: me la prenderei solamente con costui. Ed il fatto che le sue parole non vengano riprese da siti e pagine ufficiali o ufficiose dovrebbe dirla lunga su quanto si cerchino di isolare gli eccessi, quando e se capitano”.

“No, non chiamateci Bestia. Siamo soltanto una comunità di utenti, militanti ed elettori. Chiamare ‘Bestia’ persone che in maniera volontaria danno il loro contributo ad un progetto politico, per quanto non lo si possa condividere, è semplicemente inappropriato. Dietro queste persone c’è una comunità di relazioni e amicizie che si regge su una sola variabile: la partecipazione”.

“No, non chiamateci Bestia. Andateci piano con le parole, usatele con attenzione. È proprio il web, è esattamente il mondo dei social ad insegnarci che le parole hanno un peso e devono essere usate con attenzione. Almeno da noi”, conclude.


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