Cannabis light, ok a vendita se thc sotto 0,5% 

Pubblicato da in data 11 Dicembre 2019

Cannabis light, ok a vendita se thc sotto 0,5%

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Pubblicato il: 12/12/2019 19:07

Via libera all’emendamento alla manovra, approvato questa mattina dal Senato, che consente il commercio di cannabis light con una soglia di Thc dello 0,5.

“Grazie all’impegno di Matteo Mantero e Francesco Mollame, arriva finalmente un segnale chiaro per i produttori e i commercianti di canapa industriale e si mette fine a una dannosa campagna ideologica che ha ridotto soltanto posti di lavoro e investimenti. È in battaglie come queste che si afferma con forza il dna del nostro Movimento”, dice Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera e deputato del MoVimento 5 Stelle.

“Anche la Coldiretti ha giudicato opportuno quest’intervento legislativo, approvato con un emendamento alla manovra. Si tratta di una prima tappa in piena continuità con una legge voluta dal MoVimento 5 Stelle nella scorsa legislatura e votata poi all’unanimità – Lega inclusa – addirittura senza passare dall’aula.” aggiunge Brescia.

“È positivo che sia stato approvato un emendamento alla legge di bilancio per chiarire che i negozi di cannabis light sono legali, come furono subito considerati anche dal Governo e dalle altre autorità pubbliche, dopo l’approvazione della legge 242/2016 sulla promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa”, afferma Alessandro Massari della Direzione di Più Europa.

“Dopo troppe e troppo lunghe pronunce contraddittorie da parte dei tribunali italiani e della stessa Cassazione, la discussione in sede istituzionale sulla necessità di un definitivo chiarimento era stata aperta da due proposte di legge presentate in estate dal sen. Mantero del M5S e da Emma Bonino. Ora, se questo emendamento verrà definitivamente approvato – prosegue Massari – si eviterà di mettere definitivamente in crisi un settore che aveva raggiunto quasi 10.000 addetti, con 2800 punti vendita e che è rimasto per oltre sei mesi – nel silenzio dell’attuale come del precedente governo – in balia di indagini giudiziarie, sequestri e rischi di condanne pesantissime”, conclude l’esponente di Più Europa.


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