Garrone: “Quel sogno chiamato Pinocchio” 

Pubblicato da in data 11 Dicembre 2019

Garrone: Quel sogno chiamato Pinocchio

Pubblicato il: 12/12/2019 17:30

(Adnkronos/Cinematografo.it) – “Era un sogno che inseguivo da tempo, se poi ne è valsa la pena coronarlo lo chiederemo al pubblico”. Matteo Garrone svela finalmente sullo schermo il suo agognato ‘Pinocchio‘, nuovo adattamento cinematografico del classico di Collodi che 01 distribution porterà nelle sale a partire dal 19 dicembre.

“Già a sei anni avevo iniziato a disegnare la storia di Pinocchio e come regista resistere a questa tentazione non è stato semplice”, dice ancora Garrone, che ha firmato la sceneggiatura del film insieme a Massimo Ceccherini, quest’ultimo anche nei panni della Volpe sullo schermo, con Rocco Papaleo ad affiancarlo nei panni del Gatto.

“La collaborazione con Ceccherini allo script è nata per caso, dopo che ci siamo confrontati con il suo personaggio. Insieme ci siamo resi conto che potevamo rimanere fedeli al testo pur cambiando delle cose, rendendole magari più divertenti”, spiega ancora il regista di Gomorra e Dogman, mai come in questa occasione “lontano dagli elementi di cupezza e violenza che spesso vengono associati al mio cinema, siamo di fronte a qualcosa di completamente diverso, un film per tutta la famiglia”.

Un’altra “favola”, dopo ‘Il racconto dei racconti’: “Forse è un altro passaggio di un percorso, ma questo film è una storia a sé, che può arrivare a tutti, popolare, come lo era il testo di Collodi. Il nostro intento era quello di far riscoprire questo grande classico per incantare e sorprendere nuovamente il pubblico”, continua Garrone.

Interpretato dal piccolo Federico Ielapi, Pinocchio vanta la presenza di Roberto Benigni nei panni di Geppetto: “Non mi ricordo quale sia l’ultimo Pinocchio che ho visto e chi l’ha fatto – dice ridendo l’attore alludendo al suo omonimo, sfortunato film del 2002 – ma questo di Garrone è bellissimo. Pinocchio è sempre intorno a noi, nel quotidiano, con i suoi insegnamenti: non è solo una fiaba ma un libro divinatorio. Per me fare Geppetto è il coronamento di un percorso. Lui insieme a San Giuseppe è il padre più famoso del mondo, entrambi con un figlio adottivo, in un certo senso. Per interpretarlo ho pensato all’amore immenso che Geppetto prova per questo burattino-figliolo, ho tentato di sentire cosa potesse provare un padre”.

Dal punto di vista figurativo Garrone rivela di essersi ispirato “ad Enrico Mazzanti, il primo illustratore di Pinocchio. Poi sono stato influenzato dalla pittura dei macchiaioli, naturalmente dal Pinocchio di Comencini, può darsi nel film ci sia finito qualcosa di Tim Burton ma non in maniera premeditata”, mentre sul fascino ancora attuale dell’opera di Collodi dice: “Credo sia una storia che può essere letta in mille modi diversi. Per me è una grande storia d’amore tra un padre e un figlio, poi è anche la storia di un bambino che rifugge dall’ordine, che insegue i piaceri, le tentazioni, e proprio per questo racconta la storia di ogni singolo bambino”.

Mentre per Benigni “Pinocchio va oltre la classicità. È come chiedersi che cosa ci affascina del mare. Parte qualcosa dal libro che tocca le nostre profondità, una serie di allegorie e metafore che sono vive ancora oggi, il fatto di non dire le bugie, che non ti devi fidare dei millantatori, che devi credere nei miracoli: Pinocchio nasce puro, come ognuno di noi, e finisce puro”.

Nel cast del film anche Gigi Proietti, che interpreta Mangiafuoco: “Ho conosciuto Garrone tempo fa, per caso, poi un giorno mi telefona per sapere se volevo fare Mangiafuoco. Il lavoro è stato quello di adeguarmi al trucco e mentre lo impersonavo mi sono accorto che questo personaggio potrebbe fare un film a parte. Questa figura solitaria, contornata di burattini animati seppur legati ad un filo…”.

E proprio la caratterizzazione “estetica” dei tanti personaggi, principali e di contorno, si deve all’ottimo lavoro di Mark Coullier, Prosthetic Make-up designer, Pietro Scola Di Mambro, Concept Artist e Character designer, oltre agli effetti visivi di One of Us e Chromatica con la supervisione VFX di Massimo Cipollina: “È stato un lungo viaggio fare questo film, che presentava caratteristiche difficili. Era fondamentale restare fedeli alla storia e volevamo che l’aspetto emotivo dei personaggi non venisse mai oscurato del tutto dal trucco”, spiega il due volte premio Oscar Mark Coullier, che aggiunge: “Creare il make-up di Pinocchio per questo ragazzino di otto anni, sottoponendolo a così tante ore di trucco, non è stato semplice. Ma Federico Ielapi è stato veramente una superstar anche in questo”.

Non hai mai pensato a voler scappare via come il vero Pinocchio dopo così tante ore di trucco? “No, mai. In fondo mi pagavano anche per questo”, risponde il giovanissimo attore. È nata una stella?

“Naso di legno, cuore di stagno, burattino… Quando diventerai un bimbo come noi?…”.


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