Congresso Lega, cosa prevede il nuovo statuto 

Pubblicato da in data 20 Dicembre 2019

Congresso Lega, cosa prevede il nuovo statuto

(AFP)

Pubblicato il: 21/12/2019 18:49

di Francesco Saita

Il Congresso lampo della Lega Nord ha approvato per alzata di mano, all’unanimità, il nuovo statuto. Prende corpo così la strada tracciata da Matteo Salvini: passa la linea sovranista, Umberto Bossi resta presidente federale a vita e garante dell’unità, ma di fatto con poteri più limitati. Inoltre è previsto l’arrivo di un “commissario Federale con pieni poteri” in caso di dimissioni del segretario, che non vengono più gestite dal presidente.

Ecco le principali novità dello statuto, al vaglio dei 500 delegati. Qui sotto i punti salienti del nuovo statuto.

Il PRESIDENTE – “Il socio Umberto Bossi – come si legge nel testo statutario, all’art.14 che sarà votato domani – è il padre fondatore della Lega Nord e viene nominato Presidente Federale a vita, salvo rinuncia”. “Il Presidente Federale è garante dell’unità della Lega Nord. È membro di diritto del Consiglio Federale e del Comitato Disciplinare e di Garanzia”.

Per il fondatore della Lega Nord, decadono però alcune funzioni, rispetto allo statuto precedente, quello del 2015, dove si leggeva, tra l’altro, che Bossi “è garante dell’unità della Lega Nord e promuove, con ogni idoneo mezzo, l’identità padana in collegamento con il Parlamento della Padania e di intesa con il Consiglio Federale”, passaggio ora eliminato.

Inoltre sparisce la norma che prevede che “in caso di impedimento o dimissioni del Segretario Federale, il Presidente Federale assume i poteri e le competenze del Consiglio Federale e convoca entro 120 (centoventi) giorni il Congresso Federale straordinario per il rinnovo degli organi elettivi”.

MAGGIORANZA FEDERALE PER SCIOGLIERE LEGA – Secondo quanto previsto dal nuovo art.7 dello statuto della Lega Nord, per scioglierla basterà ora la maggioranza assoluta dei membri del Consiglio Federale. L’articolo prevede che lo scioglimento o la trasformazione della Lega Nord “può essere deliberato dal Congresso Federale, ordinario o straordinario, con la maggioranza assoluta dei presenti”.

Nel vecchio statuto, invece, era necessario che fossero favorevoli “la maggioranza dei quattro quinti dei presenti” al consiglio federale. Resta invece invariato il fatto che “in caso di scioglimento della Lega Nord, per qualunque causa, vi è obbligo di devolvere il patrimonio ad altra associazione con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità”.

NUOVO SIMBOLO – Tra le novità, quelle sul simbolo, che resta Alberto Da Giussano, secondo l’iconografia tradizionale dei lumbard, ma che sarà possibile vedere in cima alle liste di altre formazioni, a cominciare dal partito di Salvini, la Lega per Salvini premier. Un simbolo storico che potrà essere concesso, come si legge all’art.3 del nuovo statuto – che l’AdnKronos ha preso in visione – “ai fini elettorali, in tutto o in parte, alle nazioni regolarmente costituite ai sensi del presente Statuto, nonché ad altri Movimenti politici le cui affinità con gli obiettivi di Lega Nord sono rimesse alla valutazione del Consiglio Federale”.

Vale a dire che anche Lsp potrà adottare in toto Alberto Da Giussano, con la scritta ‘Padania’ e ‘Lega Nord’, modificando quello attuale che è costituito da un rettangolo di colore blu in cui campeggia la scritta ‘Lega per Salvini Premier’ in bianco, circondata da una sottile cornice sempre di colore bianco.

QUOTE TESSERATI – I militanti della Lega Nord non saranno più tenuti a versare le quote associative alle sezioni territoriali. “Il socio – si legge nel nuovo articolo 27 – all’atto dell’iscrizione deve versare l’eventuale quota associativa fissata dal Consiglio Federale”.

Nel vecchio statuto invece era previsto che “l’associato all’atto dell’iscrizione, e successivamente ogni anno, deve versare alla sezione territorialmente competente la quota associativa fissata annualmente dal consiglio federale”.

RIDOTTO ORGANIGRAMMA – Dimezzato l’organigramma del partito. Il nuovo statuto prevede ora solo il congresso federale, il consiglio federale, il presidente federale; il segretario Federale; il comitato amministrativo federale; il comitato disciplinare e di garanzia; la commissione statuto e regolamenti.

Il vecchio art.8, invece, articolava la struttura ‘prevedendo anche “l’organo federale di controllo sull’amministrazione; il responsabile federale organizzativo e del territorio; la segreteria politica federale; il responsabile dei regolamenti e del tesseramento; il responsabile del trattamento dei dati personali e il coordinamento federale del movimento giovani padani.

LEADER IN CARICA PER 5 ANNI – Il segretario della Lega Nord, come prevede il nuovo statuto, in approvazione al Congresso di sabato 21, resterà in carica 5 anni e non più solo 3. E’ quanto norma l’art.15 sul ‘segretario federale’. Nel dettaglio, il leader del Carroccio “nomina e revoca fino a 3 (tre) suoi vice (di cui uno vicario) scegliendoli tra i Soci Ordinari Militanti con un’anzianità di militanza superiore a 10 (dieci) anni”.

Ma nel nuovo statuto non trova più posto la ‘segreteria politica federale’, organo collegiale, che vedeva al fianco del leader, il presidente federale (che resta però in organigramma), i vice segretari, il responsabile federale organizzativo e del territorio (cessato), il responsabile dell’ufficio legislativo federale, i presidenti dei Gruppi Parlamentari, il capodelegazione della Lega Nord al Parlamento Europeo, i governatori Regionali e i capodelegazione in giunta”.

Inoltre, il nuovo art. 15 prevede una netta diminuzione del mandato al segretario, la cui attività viene privata di alcune funzioni previste precedentemente, tra cui quella di riscuotere “i finanziamenti pubblici ed i rimborsi elettorali per la Lega Nord”. Inoltre ora il segretario non “esprime più un parere vincolante sulle candidature alle cariche elettive esterne”.

“In caso di dimissioni, impedimento permanente o decesso del Segretario Federale, il Consiglio Federale nomina un Commissario Federale con pieni poteri – si legge ancora – . Il Congresso Federale straordinario deve tenersi entro 120 (centoventi) giorni dalla cessazione dalla carica del Segretario Federale oppure entro un termine diverso definito dal Consiglio Federale stesso”.

Nel vecchio Statuto invece si parlava di un avvicendamento con “nomina a maggioranza semplice” di “un Segretario Federale pro tempore” che portava il partito al congresso.


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