M5S, eletti in subbuglio per restituzioni: “Non siamo bancomat”  

Pubblicato da in data 29 Dicembre 2019

M5S, eletti in subbuglio per restituzioni: Non siamo bancomat

(Fotogramma)

Pubblicato il: 30/12/2019 18:32

di Antonio Atte

Il botto di fine anno per il Movimento 5 Stelle ha un nome solo: rimborsi. Sono ore di tensione per il M5S, alle prese con venti di scissione e polemiche interne sui morosi non ancora in regola con le restituzioni. Alla ripresa dei lavori, il direttivo del gruppo alla Camera, chiamato in causa dagli eletti, si riunirà per fare il punto sulla vicenda. Dopo l’avvertimento dei probiviri ai ritardatari (i conti vanno saldati entro il 31 dicembre o partiranno sanzioni disciplinari) i grillini provano a mettere una toppa a una situazione divenuta insostenibile per molti. In queste ore nei ‘conciliaboli’ pentastellati si ragiona su ipotetiche soluzioni.

C’è chi, per esempio, propone di introdurre il sistema forfettario, scelta che però, secondo altri colleghi, rappresenterebbe la “fine del Movimento sui territori”: “Così nessuno organizzerebbe più eventi, perché il parlamentare terrebbe per sé i soldi ora destinati alle manifestazioni locali”, osserva una deputata in chat. “Noi possiamo contribuire – replica una collega – ma non bisogna avere la pretesa che un parlamentare sia un bancomat“.

La diagnosi della deputata Vita Martinciglio non lascia spazio a interpretazioni: “Abbiamo perso l’entusiasmo e soprattutto gli attivisti non sostengono più economicamente il Movimento… il sogno si è in parte infranto e non sono disposti a fare sacrifici”. Duro anche il messaggio inviato ai colleghi da Luigi Gallo, presidente della Commissione Cultura di Montecitorio: “Le restituzioni ormai sono un boomerang soprattutto ora che governiamo“, scrive il fedelissimo del presidente della Camera Roberto Fico, invitando i vertici e la comunicazione a dare “una svolta a questa narrazione”.

Il riferimento, in particolare, è alla dichiarazione del ministro Fabiana Dadone dopo le dimissioni di Lorenzo Fioramonti, post che Gallo giudica “controproducente”. “Ogni volta che abbiamo un problema – rimarca il deputato campano – parliamo di gente che vuole tenersi i soldi, che non restituisce e qualsiasi tema politico va nello sciacquone. Siamo noi che diamo adito a parlare delle nostre restituzioni”.

Il pugno duro adottato dai vertici sul tema rimborsi, secondo quanto trapela a Montecitorio, avrebbe spinto molti eletti a sollevare la questione delle restituzioni degli europarlamentari: “Perché loro non rendicontano nulla sul sito? Eppure il regolamento parla chiaro: anche loro devono pubblicare i cedolini su Tirendiconto.it”, dice carte alla mano un deputato alla seconda legislatura. Interpellate dall’Adnkronos, fonti del gruppo M5S a Strasburgo spiegano che le restituzioni degli europarlamentari vengono effettuate due volte l’anno: “La legislatura è iniziata l’1 luglio quindi la prima restituzione avverrà a gennaio, per quanto riguarda i primi 6 mesi di legislatura”.

Intanto i grillini ‘morosi’ si difendono dalle accuse via social. Il senatore Mario Michele Giarrusso si giustifica: “Ho accantonato, da gennaio 2019, le somme che avrei dovuto restituire, per costituire una riserva per far fronte alle spese legali per alcuni processi pendenti a mio carico, scaturiti dalla mia attività di parlamentare”. La deputata Yana Ehm, finita nel mirino degli haters per la foto della sua vacanza alle Maldive, ha invece risposto così agli utenti sulla sua pagina Facebook: “A causa di un problema tecnico non riesco a completare la rendicontazione del mese di febbraio, dirimente per poter procedere a tutti i mesi successivi… Ho sollecitato ed interloquito più volte con il webmaster in merito, abbiamo tentato svariate soluzioni, ma ancora il problema persiste”.


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