“Nostri figli autistici rifiutati dall’hotel” 

Pubblicato da in data 29 Dicembre 2019

Nostri figli autistici rifiutati dall'hotel

(Facebook /Vorrei prendere il treno /Famiglia TMA)

Pubblicato il: 30/12/2019 14:22

Una lunga lettera aperta per denunciare un episodio di discriminazione. Questo quanto fatto da alcuni genitori che a metà dicembre, raccontano, si sono visti rifiutare la prenotazione per Capodanno da un albergo di Ferentino, in provincia di Frosinone, a causa dell’autismo dei figli. Troppo per la ‘Famiglia TMA’ – questa la firma della missiva inviata alla pagina Facebook ‘Vorrei prendere il treno‘ e presto diventata virale – che ha così deciso di rendere pubblico il caso. “Vi raccontiamo questa storia – scrive il gruppo di genitori -, non per scatenare una gogna mediatica, ma perché quando succedono certe cose è nostro dovere quello di non girare la testa dall’altra parte e combattere per questo sacrosanto diritto”.

“Quest’anno – spiegano – avevamo deciso di trascorrere tutti insieme, il capodanno in un locale, per regalarci un momento di sana ‘normalità’ e donare ai nostri figli una nuova esperienza che possa contribuire anche al nostro enorme lavoro di integrazione sociale. Decidiamo per le Terme Pompeo – Centro Termale Lazio, un centro termale in provincia di Frosinone, dotato oltre a tutto il resto anche di un reparto pediatrico ad hoc. Dopo una prima risposta di disponibilità assoluta ad accoglierci – lamentano -, c’è stata una marcia indietro repentina nel momento in cui è stata nominata la parola ‘AUTISMO’“. Secondo quanto scritto dai genitori, il direttore della struttura a quel punto avrebbe infatti “trovato un mare di scuse per giustificare la sua decisione a non ospitarci”, dalla mancanza di una “struttura idonea” fino alla necessità di “garantire tranquillità e relax per i nostri clienti”. Giustificazioni che la Famiglia TMA ha rispedito al mittente, augurando infine al direttore “buon lavoro e buone feste in compagnia dei suoi ospiti ‘normali’ da parte di tutte le nostre famiglie AUTISTICHE con i loro ragazzi”. A corredo della lettera, un post scriptum dove si segnala come quanto raccontato sia “ampiamente documentato sia in forma audio che scritta”.

IL SINDACO – Esploso il caso, ai genitori è arrivata l’immediata solidarietà del web. A commentare la vicenda su Facebook anche il sindaco di Ferentino, Antonio Pompeo: “Ho appreso dai social – scrive – che una struttura ricettiva di Ferentino non avrebbe accettato di ospitare un gruppo di famiglie con ragazzi autistici. Se la notizia fosse confermata nella versione pubblicata online da un quotidiano, quanto accaduto sarebbe di una gravità inaccettabile e assolutamente da condannare. La nostra città è da sempre inclusiva: per questo appurerò personalmente i fatti ma sin d’ora sarei onorato se questi ragazzi fossero nostri ospiti a Ferentino per apprezzarne le sue bellezze e la sua gente”.

LA LETTERA DEL PAPA’ – A raccontare nuovamente la vicenda dalle pagine del ‘Messaggero’ è oggi anche Marco Sabatini Scalmati, il papà di uno dei ragazzi al centro del caso, che ha inviato una lettera al quotidiano romano. “Appena è stata pronunciata la parola autismo – denuncia – l’atteggiamento è cambiato. La direzione dell’albergo ha iniziato a cimentarsi in una incredibile arrampicata sugli specchi: ospitiamo bambini a numero chiuso (ma i nostri figli sono tutti sopra i dodici anni); non siamo organizzati per ospitarvi (cioe?); non abbiamo una struttura idonea per eventuali emergenze (e allora come fate ad essere aperti?). Arrivano a proporci di andare in un fine settimana dandoci tutta la struttura, Fino ad arrivare a dirci di metterci nei loro panni, chi ha il dovere di garantire tranquillità e relax per i loro clienti”.

E sul clamore suscitato dalla storia aggiunge: “Raccontando questa triste vicenda sui social e poi alla stampa crediamo di aver fatto quanto era nelle nostre possibilità di genitori. Adesso aspettiamo fiduciosi che le Istituzioni e le Autorità preposte cerchino di capire se il comportamento di questa struttura alberghiera sia compatibile, ad esempio, con il suo accreditamento presso il Servizio Sanitario Nazionale. Noi il nostro Capodanno lo festeggeremo ugualmente, con la serenità e la voglia di combattere come sempre nel difendere i diritti dei nostri figli e i nostri doveri di genitori e cittadini”.


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