Moda: addii, ‘collab’ e acquisizioni, l’anno folle del fashion  

Addii, 'collab' e acquisizioni: il folle 2019 della moda

Alcuni degli eventi moda che hanno segnato il 2019. Da sinistra la morte di Karl Lagerfeld, Lvmh acquista Tiffany, J.Lo chiude lo show di Versace con il mitico ‘jungle dress’ (Fotogramma)

Pubblicato il: 31/12/2019 12:01

Addii illustri, colpi di scena memorabili, collaborazioni inaspettate e acquisizioni giocate sul filo di lana. Per il mondo della moda quello che sta per chiudersi è stato un anno pazzo, imprevedibile e anche un po’ spericolato. Dalla morte di giganti del fashion come Karl Lagerfeld, Emmanuel Ungaro e Max Azria, fino all’accordo milionario siglato tra Lvmh e Tiffany le collaborazioni come quella di Prada e L’Oréal, nuovi brand e ritorni in passerella inaspettati, il 2019 sarà ricordato come uno dei più nostalgici e folli del decennio.

GLI ADDII ILLUSTRI – 21 febbraio 2019: è la data che cambia per sempre il corso della moda. Scompare Karl Lagerfeld, direttore artistico di Chanel dal 1983 e per oltre 50 di Fendi. Kaiser indiscusso delle passerelle, il leggendario stilista muore all’ospedale americano di Parigi, a Neuilly-sur-Seine, nell’Haut-de-Seine, dove era stato ricoverato il giorno prima. Inarrivabile, impossibile da eguagliare, Lagerfeld non è stato solo un stilista ma molto di più: disegnatore, fotografo, arredatore d’interni, bibliofilo incallito. L’ultimo dandy di Parigi, fucina continua e inarrestabile di idee. A prendere le redini della griffe della doppia C, al suo posto, è Virginie Viard, nome ignoto ai non addetti ai lavori ma per anni braccio destro di Lagerfeld.

Il 2019 è anche l’anno in cui scompare un altro stilista, il franco-tunisino naturalizzato Max Azria, fondatore di Bcbg e per anni creativo di Hervé Léger. Azria muore a Houston, in Texas, per un tumore ai polmoni, a 70 anni. Nel 1989 aveva fondato il marchio Bcbg, acrostico tratto dall’espressione francese ‘Bon Chic Bon Genre’, proponendo abiti capaci di combinare lo stile sofisticato europeo e lo spirito americano. Sposato con Lubov Azria, direttrice creativa di Bcbg Max Azria Group, lo stilista aveva ridisegnando lo stile glamour della scena del jet-set di Los Angeles, potendo contare su testimonial come Angelina Jolie, Beyoncé Knowles, Jennifer Lopez, Catherine Zeta Jones e Kate Winslet.

Non solo Lagerfeld e Azria. La moda torna in lutto anche a settembre per la scomparsa di Peter Lindbergh, ineguagliabile fotografo tedesco che dietro il suo obiettivo ha ritratto super top come Christy Turlington, Kate Moss, Naomi Campbell, Linda Evangelista ed Eva Herzigova. E non solo. Con la sua macchina fotografica, Lindbergh ha immoratalato anche celebri personaggi del mondo dello spettacolo come Catherine Deneuve, Mick Jagger, Charlotte Rampling, Tina Turner, John Travolta, Madonna e Sharon Stone segnando un’era.

Tra gli addii più significativi del 2019 c’è poi quello dello stilista Emanuel Ungaro, che scompare il 21 dicembre scorso all’età di 86 anni. Vero vulcano creativo, sempre con lo sguardo attento al futuro, Ungaro era stato soprannominato ‘il chirurgo dell’eleganza’. E non a caso aveva contribuito a plasmare i canoni di tutta la generazione anni Ottanta.

ACQUISIZIONI E RUMORS – Il 2019 sarà ricordato anche come l’anno delle acquisizioni. A partire da quella più significativa messa a segno negli ultimi anni. Dopo settimane di indiscrezioni, rumors e smentite, con un’operazione da 14,7 miliardi di euro, Tiffany, la gioielleria americana entrata nell’immaginario collettivo grazie alla pellicola ‘Colazione da Tiffany’ con Audrey Hepburn, finisce nel portafoglio del colosso francese del lusso Lvmh. Ma il ‘colpaccio’ del patron del gruppo, Bernard Arnault, non è l’unico ad andare in porto nel 2019 nel ramo della gioielleria. A settembre è Buccellati, storica maison italiana di gioielli, ad essere acquisita dagli svizzeri di Richemont.

A luglio tocca invece a Roberto Cavalli passare di mano. La griffe fiorentina viene acquisita dalla Damac del miliardario di Dubai Hussain Sajwani. Rumors e indiscrezioni caratterizzano infine gli ultimi mesi dell’anno. Come quelle che parlano di una mossa da parte del gruppo francese Kering per acquisire la Moncler di Remo Ruffini. Voci in seguito smentite dal patron del gruppo. Infine Missoni. La griffe capitanata da Angela Missoni ribadisce che nei prossimi anni punta a quotarsi a Piazza Affari.

LE COLLAB – L’anno che sta per finire è stato anche quello delle collaborazioni tra brand. A partire da Prada, che dopo aver siglato la partnership con Adidas per una capsule collection, decide di unire le forze con L’Oréal per sviluppare una linea di cosmetici da lanciare nel 2021. E mentre Dior firma le Nike sir Jordan 1 con il suo logo Kylie Jenner mette il turbo grazie al tandem con Coty, gigante della cosmesi. A maggio tocca a Rihanna, che lancia la sua etichetta Fenty in collaborazione con Lvmh, diventando la prima star a creare un brand all’interno del gruppo francese. Infine, dopo la capsule con Tod’s, Alber Elbaz, ex direttore creativo di Lanvin, firma un accordo di partnership con il colosso svizzero del lusso Richemont.

RITORNI E PASSERELLE INSOLITE – Comeback, passerelle strambe e revival tengono sempre banco nella moda. E lo stesso può dirsi per il 2019. Il 20 settembre scorso, allo show di Versace a Milano, Jennifer Lopez fa impazzire i fotografi sfilando in passerella con il mitico ‘jungle dress’, lo stesso abito che la star portoricana aveva sfoggiato diciannove anni prima ai Grammy Awards. Era il 2000 e J.Lo aveva fatto impennare le ricerche su Google costringendo il gigante americano a creare la categoria ‘Google Images’. Un altro colpo di scena, qualche giorno più tardi, avviene a Parigi, quando una youtuber fa impazzire il web irrompendo sulla pedana di Chanel. Sarà l’aplomb della supertop Gigi Hadid, determinata e irremovibile, a salvare la situazione (e la presentazione della collezione).

IL PATTO ECOLOGISTA E LA MODA GREEN – Nell’anno in cui i cambiamenti climatici sono protagonisti indiscussi, anche la moda sta al passo, vestendosi di green. Il 23 agosto, 32 aziende internazionali, leader mondiali nel settore della moda e del tessile, firmano infatti il ‘Fashion Pact’ presentandolo ai capi di Stato riuniti durante il G7 di Biarritz. Tra le aziende coinvolte spiccano Adidas, Chanel, Ermenegildo Zegna, Giorgio Armani, Kering, Moncler, Nike, Prada, Puma e Salvatore Ferragamo. La ragione? Definire obiettivi concreti per ridurre l’impatto ecologico causato dal mondo del fashion. Sperando che l’auspicio per una moda etica ed ecologica tenga fede ai buoni propositi anche nel 2020.