Rifiuti Roma, sindaco Fiumicino: “Scelta pazzesca per discarica” 

Pubblicato da in data 31 Dicembre 2019

Rifiuti Roma, sindaco Fiumicino: Scelta pazzesca per discarica

(Fotogramma)

Pubblicato il: 01/01/2020 08:04

“Mi pare pazzesco pensare di aprire un impianto per i rifiuti in una zona già così martoriata”. Esterino Montino, sindaco di Fiumicino, boccia senza appello la decisione di indicare Monte Carnevale come area per una nuova discarica che accolga i rifiuti di Roma. “Non solo è a ridosso della vecchia discarica di Malagrotta, ma a poche centinaia di metri c’è la raffineria di Roma e, sempre a qualche centinaia di metri, l’impianto Ama per i rifiuti speciali. Poco più in là, parliamo sempre di un po’ più di un chilometro, c’è l’aeroporto Leonardo Da Vinci. Ampliando un po’ lo sguardo, c’è l’impianto Ama di Maccarese dove centinaia di camion portano tonnellate di rifiuti di Roma ogni giorno. Tutto questo attaccato all’oasi di Macchiagrande, in piena Riserva naturale. L’impianto, poi, sarebbe sopra le falde acquifere che forniscono Fiumicino”, spiega Montino in un post su Facebook.

“Questa è la situazione che il nostro territorio già subisce, con 1000 aerei che ci volano sopra la testa ogni giorno e che diventano 1200 in estate e tutto l’inquinamento che ne deriva a cui si aggiunge quello della raffineria e quello dell’impianto Ama con il via vai di migliaia di tir”, aggiunge.

“Il contributo che Fiumicino dà già alla Capitale e al Paese è molto più che sufficiente, ospitando strutture che non sono di interesse urbano, ma di molto più ampio respiro. Pensare di continuare a vessare le cittadine e i cittadini di quell’area è francamente intollerabile. Quello che c’è da fare, sindaca, è abbassare il livello di inquinamento che opprime i nostri territori, non innalzarlo. Quindi mi pare pazzesco pensare di aprire un impianto per i rifiuti in una zona già così martoriata: o chiudiamo l’aeroporto e lo spostiamo da un’altra parte oppure si chiudono gli impianti dentro e intorno a Fiumicino. Di certo è impossibile parlare di nuovi impianti”, afferma ancora.

“La via che mi permetto di suggerire è quella di piccole strutture con relativi impianti che possono essere di riferimento per bacini non più grandi di due o tre municipi, collocate nei vari quadranti, non un altro mega impianto per tutte le 6000 tonnellate al giorno di rifiuti che Roma produce. Un piano che può reggere e avere una prospettiva credibile sotto l’aspetto dell’entità di rifiuti da trattare è proprio puntare su piccoli impianti disseminati sull’enorme territorio di Roma. Impianti che impatterebbero molto meno sia per le ridotte quantità di rifiuti sia perché diminuirebbe l’inquinamento che ora producono i camion per trasportare i rifiuti per centinaia di chilometri”, dice, evidenziando che “la via maestra, naturalmente, rimane quella di un lavoro strutturale che porti la città a livelli di raccolta differenziata elevati in poco tempo, riorganizzando la struttura”.


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