Contrabbando Picasso, Botin condannato a 18 mesi e 52 mln multa  

Pubblicato da in data 16 Gennaio 2020

Contrabbando Picasso, Iaime Botin condannato a 18 mesi e 52 mln multa

Immagine di repertorio (Afp)

Pubblicato il: 17/01/2020 16:22

Jaime Botin, zio del presidente esecutivo del Gruppo Santander Ana Botin, è stato condannato dal tribunale di Madrid a 18 mesi di carcere e ad una multa da 52,4 milioni di euro per il contrabbando di un Picasso fuori dalla Spagna. Botin, ex capo di Bankinter e membro della dinastia che guida la Santander da più di un secolo, è stato dichiarato colpevole di traffico di beni di importanza culturale e gli è stato ordinato di restituire “Testa di giovane donna” dell’artista, valutato intorno ai 26 milioni di euro. Stando all’ordinanza del tribunale, il dipinto sarebbe dovuto rimanere in Spagna, ma fu ritrovato a bordo dello yacht di Botin situato in Corsica.

La Spagna è patria di alcune delle leggi più severe in Europa per quanto riguarda la disciplina del proprio patrimonio culturale. Qualsiasi opera d’arte di oltre 100 anni viene considerata culturalmente importante e può diventare tesoro nazionale, costringendo i proprietari a dover ottenere un permesso prima di trasferirlo fuori dal paese. Botin non ottenne mai tale permesso per il suo Picasso.

I pubblici ministeri sostengono che Botin stesse contrabbandando il dipinto fuori dalla Spagna – istruendo il capitano del suo yacht a mentire alle forze dell’ordine – con l’obiettivo di venderlo ad una casa d’aste di Londra. Botin ha ribattuto che da quando il dipinto era stato trasferito sul suo yacht, questo non si era mai trovato su territorio spagnolo e che quindi aveva il diritto di portarlo in Svizzera per la custodia, secondo quanto riferito dai media locali.

Picasso dipinse “Testa di giovane donna” all’età di 24 anni nei primi del ‘900 e, secondo il sito inglese Artlyst, Botin lo acquistò nel 1977. L’opera è un raro esempio del periodo “Rosa” di Picasso, che precede il passaggio dell’artista allo stile cubista, con il quale produsse alcune delle sue opere più famose.

Le autorità spagnole sospettavano da tempo che Botin volesse vendere il dipinto. Nel 2012 autorizzò la casa d’aste Christie a chiedere un permesso di esportazione da Madrid a Londra, ha concluso il giudice spagnolo Elena Gonzalez nella sua sentenza. Il dipinto era stato classificato come uno dei migliori pezzi di un’asta prevista per il febbraio 2013, come dimostrano email interne alla Christie’s presentate dinanzi alla corte.

Ma la Christie’s e Botin incapparono nel divieto, apposto dal Ministero dei Beni Culturali spagnolo, di trasportare l’opera d’arte all’estero. Nel 2015, Botin fece trasportare il dipinto dal suo autista da Madrid a Valencia, dove era ormeggiato Adix, il suo yacht di 64 metri. Sempre quell’anno, il capitano omise il Picasso dai beni trasportati a bordo durante un’ispezione da parte della polizia.

L’Adix salpò poco dopo, diretto verso la Corsica, dove Botin aveva commissionato un jet privato per portare il dipinto a Ginevra, come mostrano alcuni documenti del tribunale. Quando la polizia francese ricevette la notifica della richiesta di Botin di poter trasportare l’opera, ispezionò lo yacht e trovò il dipinto nella cabina del capitano, avvolto in una confezione.

Per quanto l’alto mare potrebbe non essere il posto migliore per conservare le opere di uno degli artisti più influenti del XX secolo, non è raro che i super ricchi abbelliscano le loro imbarcazioni con questo tipo di trofei. Il miliardario britannico Joe Lewis ha appeso il “Trittico 1974 – 1977” di Francis Bacon (valore stimato di $70 milioni) sul ponte inferiore del suo mega yacht. La nave di lusso di un principe ereditario saudita è stata la location, segnalata lo scorso anno, del dipinto più costoso del mondo: il “Salvator Mundi” da 450 milioni di dollari di Leonardo Da Vinci.

Botin dovrà pagare le spese giudiziarie oltre ad un’ammenda pari al doppio del valore del quadro. Il pezzo è stato sequestrato dallo stato spagnolo e consegnato al museo d’arte Reina Sofia di Madrid. Attualmente giace in un deposito nell’attesa che le autorità decidano dove trasferirlo definitivamente.

La crescente popolarità di Picasso negli ultimi anni renderà la perdita del quadro ancora più amara per Botin. Nel 2018, un’altra opera del periodo “Rosa” dell’artista fu venduta per 115 milioni di dollari quando Christie mise all’asta la collezione di David e Peggy Rockefeller, indicando come il finanziatore potrebbe aver ricevuto una valutazione ancora più elevata per l’opera. Botin ha 10 giorni per impugnare la sentenza.


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