M5S, pronta scure probiviri ma morosi si difendono: “Patti violati” 

Pubblicato da in data 20 Gennaio 2020

M5S, pronta scure probiviri ma morosi si difendono: Patti violati

(Fotogramma)

Pubblicato il: 21/01/2020 14:00

di Antonio Atte

“Morosi? Sì, ma ecco perché”. A breve, tra domani e dopodomani, i probiviri del Movimento 5 Stelle si esprimeranno sul futuro dei parlamentari non in regola con le restituzioni: richiami, sospensioni, espulsioni? Tutte le opzioni sono sul tavolo e – come spiegato giorni fa da fonti vicine al dossier – le sanzioni saranno commisurate alla “gravità” della condotta. Intanto, alcuni degli eletti finiti sotto la lente di ingrandimento dei probiviri hanno preso carta e penna per scrivere le proprie memorie difensive, come prevede il regolamento grillino.

Lo ha fatto, per esempio, la deputata Flora Frate, il cui nome figura nella lista dei super morosi, una decina. In una lettera (che l’Adnkronos ha potuto visionare) indirizzata, oltre ai probiviri, anche al capo politico Luigi Di Maio, al garante Beppe Grillo e ai capigruppo di Camera e Senato, la parlamentare campana chiede l’archiviazione della procedura disciplinare, valutando “di adire la giustizia competente per la tutela dei propri diritti e la salvaguardia della propria reputazione e onorabilità”.

Per la deputata “non si possono eccepire le dieci mensilità senza un’interpretazione analitica” di ciò che è accaduto negli ultimi mesi. Frate dice di aver operato “con correttezza e buona fede per quanto concerne tutti gli impegni di natura economica che prevedevano il versamento di somme di denaro in favore del Fondo per il Microcredito, prima, e quello della Protezione civile, dopo”.

Tuttavia, scrive nella sua memoria, “gli accordi stipulati sono cambiati” e ciò “è avvenuto in assenza di qualsivoglia comunicazione preventiva e del tutto inaspettatamente”. Il riferimento è alla creazione del famoso “Comitato per le rendicontazioni/rimborsi del Movimento 5 Stelle”, definito da Frate “un organismo parallelo al M5S” e “inesistente al momento dell’accettazione della candidatura”.

La parlamentare lamenta inoltre una “carenza dei requisiti di trasparenza in ordine alla diretta accessibilità al conto corrente bancario del suddetto Comitato” e parla di “insussistenza della obbligatorietà giuridica della dazione in denaro, stante la liberalità della donazione”.

Ma Frate non è stata l’unica a replicare ai probiviri. Fonti pentastellate riferiscono che le controdeduzioni pervenute al collegio composto da Jacopo Berti, Fabiana Dadone e Raffaella Andreola sono numerose. Ieri anche il senatore Lello Ciampolillo ha diffuso la sua lettera ai probiviri, spiegando che le mancate restituzioni sono state una forma di “protesta interna”. “Tutte le battaglie per cui il M5S ha chiesto il voto in Puglia sono state abbandonate dai governi Conte 1 e Conte 2 e, ancor di più, dai rappresentanti del Movimento nazionale e regionale: Tap, Xylella, Ilva, ripubblicizzazione Acquedotto Pugliese”, attacca il senatore.


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