Dardust: “Il mio sogno? Scrivere un pezzo per Morgan” 

Pubblicato da in data 23 Gennaio 2020

Dardust: Il mio sogno? Scrivere un pezzo per Morgan

Dardust (foto Emilio Tini)

Pubblicato il: 24/01/2020 19:36

di Ilaria Floris

Mi piacerebbe lavorare con Morgan. Sono un suo grandissimo fan, lo seguo dall’inizio e sono stato a tutti i suoi concerti. Non ci ho mai lavorato ma è davvero un mio modello“. E’ il sogno nel cassetto di Dardust che, ospite questo pomeriggio di ‘Adnkronos’, rivela così la sua ‘passione’ per l’ex leader dei Bluvertigo. Ma Dardust, che quest’anno ha scritto per Sanremo ben tre brani (‘Andromeda’ per Elodie’, ‘Eden’ per Rancore e Tsunami’ per le Nuove Proposte Eugenio in Via di Gioia), non finisce qui di sognare. “In ambito più internazionale, mi piacerebbe molto fare qualcosa insieme a Lana Del Rey“, rivela il musicista.

Il musicista parla anche delle collaborazioni con gli artisti in gara a Sanremo, ben tre: con Rancore, per cui ha scritto ‘Eden’, gli Eugenio in via di Gioia, con ‘Tsunami’, ed Elodie per cui ha scritto ‘Andromeda. “Elodie è ormai un’amica, è un’esponente femminile che si muove tra vari mondi, ha cambiato spesso la sua identità con coraggio e il brano è scritto su misura per lei” dice Dardust. “E’ un pezzo -spiega il musicista, che ha scritto il brano insieme a Mahmood- che ha varie identità, dall’house anni Novanta alla disco music anni Settanta, è colorato e sorprendente”.

Il compositore torna anche sulle polemiche che stanno accompagnando la vigilia di questo festival di Sanremo, riguardanti la presenza del rapper Junior Cally e i suoi testi spesso pieni di violenza e sessismo. “Escludere un artista per un episodio passato mi sembra esagerato -dice l’artista- Credo non sia giusto accusare un personaggio per uno storico precedente. Sicuramente bisogna stare attenti, e questo è giusto, ma allo stesso tempo non si può giudicare un artista dal suo passato perché questo vorrebbe dire mettere in discussione tanti personaggi, a partire da Vasco, a mille altri che hanno usato spesso un linguaggio di rottura”. “Ricordiamoci sempre -dice Dardust- che parliamo di finzione. Quindi come nel cinema, se fosse così dovremmo bandire tanti film da Tarantino a Kubrik“.


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