Madre di Giulio Regeni: “Eco nostre richieste arrivi in palazzi potere” 

Pubblicato da in data 2 Febbraio 2020

“Quattro anni fa eravamo al Cairo con la speranza di rivedere Giulio, eravamo a cena con Noura ma in poche ore tutto è precipitato”. Così la madre di Giulio Regeni, Paola Deffendi, alla presentazione a Roma del libro ‘Giulio fa cose’ scritto dai genitori del ricercatore friuliano con l’avvocato Alessandra Ballerini.

Durante l’incontro – a cui hanno partecipato Marino Sinibaldi e l’attore Valerio Mastandrea che ha letto alcuni brani del libro da Feltrinelli, nella Galleria Alberto Sordi a Roma – il padre e la madre hanno ricordato Giulio nel suo percorso, gli studi all’estero e le difficoltà che lo accomunano a molti altri ragazzi.

LA MAMMA – “Quando ci siamo trovati a discutere del capitolo ‘amarezze’ – ha detto la madre nel quarto anniversario del ritrovamento del corpo – ho pensato ai giovani che non trovano soddisfazione nel nostro Paese. Per lui, come è successo per tanti suoi amici, è stato difficilissimo tornare in Italia, non ha avuto un riconoscimento delle sue competenze nel suo Paese. E su questo io conservo una forte amarezza”.

“Noi vediamo tante cose, leggiamo, ci documentiamo e abbiamo avuto modo di vedere anche la reazione dell’Egitto quando è tornato l’ambasciatore italiano, lì festeggiavano – ha detto ancora Paola Deffendi -. E’ inutile nascondersi dietro a un dito, qui alle mie spalle ci sono i palazzi del potere e spero arrivi un’eco“.

IL PAPA’ – “Come molti giovani di oggi ha avuto l’opportunità di entrare a contatto con tante culture, con persone diverse. Al suo funerale – ha ricordato poi il padre Claudio – la nostra casa era ‘invasa’ da ragazzi di tutto il mondo. Ci sono tanti motivi sul perché in tanti si sono immedesimati in Giulio e continuano a farlo nella nostra battaglia di verità e giustizia”

“Noi abbiamo vissuto il ritorno in Egitto dell’ambasciatore italiano come un abbandono dello Stato alla nostra richiesta di verità e giustizia” ha detto Claudio Regeni. “Noi continuiamo a chiedere il richiamo dell’ambasciatore perché noi viviamo questa situazione come una mancanza di rispetto, di dignità nostra e di tutti quelli che chiedono che la storia di Giulio non sia messa da parte” ha sottolineato. “L’obiettivo – ha detto – arrivare a una definizione di un processo anche dei mandanti dell’omicidio di Giulio”.


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