Sanremo, Junior Cally: “Salvini è un pesce grosso, preferisco le sardine” 

Pubblicato da in data 3 Febbraio 2020

Sanremo, Junior Cally: Salvini è un pesce grosso, non gli rispondo

Pubblicato il: 04/02/2020 07:54

“Non ho paura delle contestazioni. Affronterò con professionalità qualsiasi cosa accada, devo rispettare quel palco, la musica italiana, la canzone che porto”. Parla così Junior Cally raggiunto dai cronisti a bordo campo di una partita di calcetto, organizzata dal suo team con discografici e giornalisti. A chi gli chiede se voglia rispondere a Salvini, taglia corto: “Io sono un cantate non sono un politico, Salvini è un pesce grosso quindi non credo di rispondere”.

Poi torna a ribadire di trovare “strano” che, nonostante la sua partecipazione al festival fosse nota dal 31 dicembre e fosse stata annunciata in prima serata su Rai1 il 6 gennaio, “solo dopo gli ascolti dei brani per la stampa è la pubblicazione della famosa frase (che allude a Salvini e Renzi, ndr) puntualmente sono uscite fuori le polemiche sul mio passato. Mi viene da pensare male”, sottolinea.

Racconta che nelle ultime settimane “il male più grande è stato quello psicologico. Siamo partiti da chi è questo a essere il nemico pubblico numero uno”. “Il linguaggio di ‘Strega’ non ha qualcosa di sbagliato, va capito. Chi non lo conosce deve cercare di capirlo. Non lo trovo assolutamente sbagliato. La canzone rappresenta uno spaccato di società, io sono contro la violenza di ogni tipo”. “Se cominciamo a leggere le prime quattro righe, ci accorgiamo che è un elogio alla non violenza. Dico di non rispondere alla violenza con altra violenza ma con le parole”, prosegue Junior Cally, all’anagrafe Antonio Signore. “Purtroppo poi esiste pure quella parte lì, esistono delle ragazze che ti mandano certe foto su Instagram per ottenere un like o un follow“.

Non ci sta a passare come quello che scrive i testi sessisti e violenti: “Se noi andiamo ad aprire la mia discografia troviamo anche canzoni d’amore. Sono un ragazzo normale. Sono innamorato oggi e lo sono stato tante volte. Rispetto la donna assolutamente, io lì racconto una storia. Facciamo fiction, come esistono tanti film violenti, esiste il linguaggio violento anche nella musica”.

“Perché -chiede – non andate a sentire ‘Sigarette’ che parla d’amore così come ‘Capelli Rossi’ e che hanno avuto molti più streaming della canzone incriminata. Che non è mai stata distribuita discograficamente,: è solo un video messo su YouTube all’inizio della mia carriera”, insiste. “Io sono venuto qua per cantare il mio brano, non vedo l’ora di cantare. Io ho portato quel brano e di quel brano bisognerà parlare dal momento che io salgo su quel palco. Polemiche? No grazie”.


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