al Maxxi Grcic porta ‘L’immaginazione al potere’ con Alcantara 

Pubblicato da in data 6 Febbraio 2020

Grcic porta al Maxxi 'L’immaginazione al potere' con Alcantara

Pubblicato il: 07/02/2020 17:07

Nasce dalla ricerca negli archivi di Maxxi Architettura l’installazione di Konstantin Grcic che al museo romano è protagonista della terza edizione di Studio Visit, il programma che ogni anno invita un designer di fama internazionale a compiere una lettura personale delle opere della collezione permanente utilizzando Alcantara come medium materico. Nell’ “Immaginazione al potere” – che rinnova anche per il 2020 il sodalizio tra Alcantara e il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, avviato nel 2011 – Grcic si confronta con il filone della cosiddetta “architettura fantastica”, indagando il percorso di alcuni autori accomunati da una forte propensione alla visionarietà.

Il progettista tedesco si concentra da un lato su tre maestri italiani, un ingegnere e due architetti italiani attivi nel secondo Dopoguerra – Sergio Musmeci, Giuseppe Perugini e Maurizio Sacripanti – e dall’altro su un architetto libanese contemporaneo – Bernard Khoury: il risultato è un percorso espositivo in cui i disegni originali dialogano con un’immagine infinitesimale ingrandita di Alcantara mentre una installazione spaziale invita il visitatore ad immergersi nell’utopia architettonica di uno scenario del futuro, sviluppato in collaborazione con il pittore di sfondi yemenita Najeeb Alnajjar. “I progetti migliori sono quelli che ti fanno inoltrare in territori sconosciuti.” – spiega Grcic. “L’immaginazione al potere mi ha permesso di scoprire cinque diversi protagonisti – Perugini, Sacripanti, Musmeci, Khoury e la stessa Alcantara – ciascuno dei quali, a modo suo, è un viaggiatore in una dimensione inesplorata. Connettere i loro lavori ha portato alla creazione di un’altra inaspettata visione”.

Il titolo della mostra “L’immaginazione al potere” – che sarà aperta da oggi fino al 15 marzo – prende a prestito uno slogan dei movimenti politici del ’68 – periodo nel quale si collocano sia alcune delle opere prese in esame che l’invenzione di Alcantara – e suona come un incoraggiamento a superare lo status quo e a lasciarsi guidare dall’immaginazione.


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