Federturismo, tax free shopping cresce a doppia cifra 

Pubblicato da in data 10 Febbraio 2020

Federturismo, tax free shopping cresce a doppia cifra

Un momento del dibattito

Pubblicato il: 11/02/2020 16:41

Si è svolto oggi, in occasione della ‘Bit-Borsa internazionale del turismo’, il secondo appuntamento con l’Osservatorio sul Turismo firmato Global Blue e Federturismo Confindustria. Un progetto che mette in luce l’importanza del tax free shopping per l’economia del Paese, evidenziando i dati dei flussi turistici internazionali sia nelle più conosciute destinazioni di viaggio sia in quelle meno note, ma con elevati potenziali di crescita. “Il tax free shopping in Italia nel 2019 – ha commentato Stefano Rizzi, country manager di Global Blue Italia – ha registrato una crescita a doppia cifra: +16% rispetto al 2018, un aumento trainato non solo dalle destinazioni italiane più tradizionali, come Milano, Roma, Firenze e Venezia, ma anche da quelle meno note ai globe shopper, ma con un grande margine di sviluppo, da Palermo a Verona, passando per Napoli e Siena per fare solo qualche esempio”.

“Sicuramente – ha aggiunto – un grande contributo al trend positivo del nostro settore è arrivato dai turisti internazionali che abbiamo definito ‘elite shoppers, ovvero viaggiatori con un potenziale di acquisto molto elevato che pesano per il 17% sul totale dei volumi di spesa”.

“Lo shopping in viaggio – ha dichiarato la vice presidente di Federturismo Confindustria, Marina Lalli – è diventato sempre più importante anche in termini di percezione ed economia del Paese e si conferma uno dei maggiori canali in crescita soprattutto per il mondo del lusso. E l’Italia, per i turisti che vogliono lasciarsi andare agli acquisti, anche costosi, rimane una delle mete preferite. Solo nell’estate del 2019 la spesa degli stranieri che hanno scelto il Bel Paese come meta di vacanze è stata superiore alla spesa dei turisti italiani all’estero di quasi 8 miliardi di euro”.

“Il settore del turismo – ha sottolineato – ha chiuso il 2019 con una crescita del 6,6% sul fronte della spesa e del 3,5% in presenze e per il 2020 si stima un aumento del 3,1% rispetto al 2019, con 74 milioni di arrivi. Dati incoraggianti anche se, alla luce degli ultimi accadimenti, non possiamo nascondere la nostra preoccupazione per l’impatto che il coronavirus rischia di avere sui conti del turismo e sulle scelte dei viaggiatori che potrebbero rivedere almeno in parte i loro programmi nel medio periodo. Soprattutto per la moda o il design, dove siamo indiscussi protagonisti, poter acquistare un capo/oggetto lì dove è stato pensato e realizzato, riveste un significato forte”.

“I dati presentati oggi – ha osservato Ignazio Abrignani, presidente dell’Osservatorio parlamentare per il turismo – mostrano ancora una volta come il tax free shopping rappresenti un elemento molto efficace nell’attrarre i turisti. Lo shopping di lusso e di qualità, come è quello legato al made in Italy, è infatti una delle principali attività e voci di spesa nella vacanza dei turisti che arrivano da fuori Europa, un elemento capace addirittura di determinare le scelte relative alla durata del periodo di soggiorno in una determinata destinazione”.

Per questo, ha avvertito, “e anche immaginando di dover fronteggiare in modo sempre più frequente situazioni impreviste come quella che stiamo attualmente affrontando, situazioni che potrebbero colpire il settore turistico e l’economia del nostro Paese, dobbiamo fare in modo che l’Italia sia sempre più competitiva, rivedendo anche alcuni strumenti, come l’abbassamento della soglia minima di spesa, per consentire ai turisti internazionali di accedere al rimborso dell’Iva sugli acquisti, una soglia che in alcuni Paesi, come Germania, Spagna, Gran Bretagna è a zero, mentre in Italia è ancora a 155 euro, il livello più alto tra i Paesi europei. Di certo una leva che, al posto di incentivare gli acquisti, rischia di allontanare i turisti dallo shopping made in Italy”.

“L’evoluzione del mercato – ha evidenziato Stefano Gardini, presidente Atri – è stata tale da fare in modo che quando si parla di stazioni, ma soprattutto di aeroporti, non si possa prescindere dal travel retail che, oggigiorno, rappresenta un elemento sostanziale del business di queste infrastrutture. Per i passeggeri il travel retail è soprattutto esperienza e per i brand una imperdibile occasione di visibilità. La sua importanza in termini di peso sull’economica lo ha ribattezzato ‘Il sesto continente’; esso infatti muove una cifra d’affari stimata, a livello mondiale, intorno a 85-90 miliardi di dollari, con un’ipotesi di crescita fino a 125 miliardi di dollari nei prossimi anni. Un’analisi più di dettaglio evidenzia come il peso dell’Europa e soprattutto dell’Asia Pacifico siano di gran lunga preponderanti rispetto agli altri ambiti geografici rappresentando, insieme, circa il 73% del mercato”.

In particolare, ha osservato, “il mercato asiatico appare quello caratterizzato da un maggiore incremento”. “La categoria principale in valore è rappresentata dal beauty con un 40% del complessivo e, secondo i dati di Etrc, in crescita nel periodo gennaio-settembre 2019 rispetto al medesimo periodo del 2018. Da notare, tuttavia, come la categoria che nell’ultimo triennio è stata caratterizzata da una migliore crescita è quella legata al fine food e al confectionary, peraltro fondamentale anche in ottica di sistema Paese in quanto quella in cui l’Italia ha fortissime potenzialità ed eccellenze da valorizzare”, ha concluso.

I dati del rapporto Global Blue

In Italia nel 2019, secondo i dati Global Blue, gli acquisti tax free dei turisti provenienti da Paesi extra-Ue sono cresciuti del 16% rispetto al 2018, mentre il valore dello scontrino medio ha fatto registrare un +8%, attestandosi a 985 euro. A livello nazionale, inoltre, i cinesi (che rispetto al 2018 sono cresciuti del 7%) si sono confermati la principale nazionalità nel tax free shopping, con un peso pari al 28% del totale seguiti da russi (12% del totale, i cui acquisti hanno fatto registrare un +8% rispetto al 2018) e statunitensi (11% del totale, con un +29% rispetto all’anno precedente).

Dai dati divisi per macro-regioni emerge come, nel 2019, il peso maggiore (56% del totale) lo abbia avuto il Nord Italia (dove lo scontrino medio dei globe shopper è stato di 1.012 euro), seguito dal Centro (41%) e, distaccate, dalle regioni del Sud e le isole (3%). Nel Mezzogiorno, però, si è registrata, rispetto al 2018, la crescita percentuale più elevata: le vendite tax free, infatti, sono cresciute del 32% rispetto al 2018.

Nel 2019 i cinesi hanno rappresentato la principale nazionalità sia al Nord sia al Centro, rispettivamente con il 31% e il 28% del totale, mentre il Sud è stato meta degli statunitensi che hanno pesato per il 27% del totale.

Nel 2019, più di due acquisti ogni tre effettuati dai viaggiatori extra-Ue nelle città del Nord Italia è stato fatto a Milano. Se il capoluogo lombardo continua a essere la principale meta per lo shopping, è stata però Torino a far registrare, rispetto al 2018, la maggiore crescita percentuale (+35%) delle vendite tax free, con uno scontrino medio di 1.257 euro (+24% rispetto all’anno precedente), valore che ha superato anche la media di Milano. A trainare gli acquisti nel capoluogo piemontese sono stati i turisti cinesi che, con un peso del 39% sul totale delle vendite, hanno speso in media 1.534 euro. Alle loro spalle, per peso nel settore del tax free shopping, si sono confermati i russi (9%) e gli statunitensi (8%). Questi ultimi, però, a Torino hanno quasi raddoppiato (+91%) i propri acquisti rispetto al 2018, portando lo scontrino medio a 1.415 euro.

A Verona, poi, il settore del tax free shopping – che ha visto tra i protagonisti i russi, principale nazionalità con un peso del 30% sul totale – ha registrato, lo scorso anno, un +23% rispetto al 2018. Se i russi hanno fatto più acquisti, i cinesi (secondi, con il 19% del peso totale) sono stati la nazionalità ad aver fatto staccare lo scontrino medio più elevato (1.135 euro), mentre gli americani, con un +42% rispetto al 2018, sono stati coloro ad aver fatto segnare la crescita percentuale più elevata.

Accanto a Roma e Firenze, sono diverse le città del Centro Italia divenute mete per i turisti extra-Ue interessati agli acquisti di lusso del made in Italy. Nel 2019, tra i comuni considerati da Global Blue, Siena ha fatto registrare un +61% del tax free shopping rispetto al 2018, con uno scontrino medio di 747 euro cresciuto del 36%. La crescita, anche qui, è stata trainata dai viaggiatori cinesi che hanno rappresentato il 43% del totale, con una spesa media di 1.032 euro, seguiti dagli americani (17%), che hanno raddoppiato il numero di acquisti rispetto al 2018, e dai russi (6%).

Significativa anche la performance di Forte dei Marmi, da anni nel mirino dei globe shopper, che è cresciuta del 20% rispetto al 2018 e ha registrato uno scontrino medio di 1.661 euro. Qui sono stati i russi la principale nazionalità (38% del totale), ma i cinesi, terzi con il 12% del totale dietro anche agli statunitensi (14%), hanno fatto registrare lo scontrino medio più elevato: 4.523 euro.

Tra le città del Sud Italia considerate da Global Blue, nel 2019 è stata Napoli a registrare la maggiore crescita percentuale del tax free shopping: +45% rispetto al 2018 e uno scontrino medio di 1.128 euro, salito del 14% rispetto all’anno precedente. Nel capoluogo campano protagonisti principali sono stati i cinesi, con un peso del 30% sul totale delle vendite e uno scontrino medio di 1.715 euro, seguiti dagli americani (17% di peso nel settore ma con una crescita, nel 2019, dell’88% rispetto all’anno precedente), con 1.298 euro di spesa media.

In Campania anche Capri ha registrato un trend positivo: con uno scontrino medio di 1.476 euro e un Tax Free Shopping cresciuto del 17% se confrontato con il 2018 e trainato principalmente dagli americani ( 48% del peso totale sugli acquisti tax free nell’isola e uno scontrino medio di 1.682 euro). Tra le mete del Sud del Paese bene anche Palermo con un +43% in fatto di tax free shopping rispetto al 2018 e uno scontrino medio di 1.152 euro


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