Treno deragliato, l’addio al macchinista 

Pubblicato da in data 10 Febbraio 2020

Treno deragliato, l'addio al macchinista

Pubblicato il: 11/02/2020 16:15

Le divise delle ferrovie come quella che indossava la mattina dell’incidente, la faccia straziata dei familiari che attendono una risposta della magistratura, la presenza compatta di una comunità che si stringe in silenzio intorno al dolore di una famiglia. Ci sono tutti, nella chiesa di San Giuseppe a Cologno Monzese per rendere omaggio a Giuseppe Cicciù, 51 anni, uno dei due ferrovieri morti giovedì corso nello schianto del Frecciarossa Milano-Salerno. E lungo e commosso è l’applauso che accoglie la bara che entra in parrocchia: legno scuro e tante rose rosse su cui viene adagiata la maglia di calcio della Reggina, per lui di origine calabrese.

Attorno alla bara l’abbraccio della moglie Paola, del figlio 14enne, delle sorelle della vittima. In prima fila, con la fascia tricolore, il sindaco di Cologno Monzese Angelo Rocchi, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Presenti i tanti amici che hanno lavorato per anni a fianco di Giuseppe Cicciù, ma anche i vertici delle ferrovie: Gianfranco Battisti e Pierluigi Castelli, rispettivamente amministratore delegato e presidente del gruppo Fs italiane, Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana e Orazio Iacono, amministratore delegato di Trenitalia.


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