‘Basta burocratese’, per parlare chiaro Dadone sceglie l’Accademia della Crusca  

Pubblicato da in data 16 Febbraio 2020

'Basta burocratese', per parlare chiaro Dadone sceglie l'Accademia della Crusca

Fabiana Dadone (Luigi Mistrulli/Fotogramma)

Pubblicato il: 17/02/2020 17:57

(di Paolo Martini)

“Basta burocratese”: per rendere più chiaro il linguaggio della pubblica amministrazione, eliminando da moduli, leggi e circolari parole che alla maggior parte dei cittadini appaiono oscure, il governo ha arruolato l’Accademia della Crusca di Firenze, fondata nel 1583, con il compito di custodire la lingua italiana. Così oggi, nella storica Villa medicea di Castello, sede della secolare istituzione, la ministra della Funzione Pubblica, Fabiana Dadone, e il presidente della Crusca, Claudio Marazzini, hanno firmato un accordo quadro con l’obiettivo di eliminare il linguaggio oscuro delle burocrazie.

L’accordo, spiega la Crusca, intende favorire “il buon uso della lingua italiana nella comunicazione tra l’Amministrazione e i cittadini, in una forma che sia comprensibile a tutti i diversi destinatari (e quindi anche ai cittadini), negli atti, nei documenti e nella corrispondenza dell’Amministrazione pubblica”.

Il ministero, tra le altre cose, coordina e promuove iniziative in materia di semplificazione amministrativa e normativa e tra queste funzioni rientrano quelle dirette alla semplificazione del linguaggio dei testi amministrativi. Con il contributo degli insigni linguisti dell’Accademia il ministero intende arrivare così a una direttiva che possa funzionare da guida per la scrittura dei moduli pubblici, in modo che siano il più possibile chiari per gli utenti.

Superando lo strumento unico della raccomandazione, l’accordo quadro arriva fino a ipotizzare da parte dell’Accademia della Crusca l’assistenza e il supporto ai pubblici dipendenti. “Questa preziosa collaborazione ci consentirà di leggere e indirizzare in modo più appropriato l’evoluzione della lingua delle pubbliche amministrazioni e di migliorare sempre di più il modo in cui scriviamo le regole del gioco o raccontiamo, da rappresentanti delle istituzioni, quello che facciamo”, ha spiegato la ministra Dadone.

“La pulizia del linguaggio normativo, la chiarezza dell’esposizione da parte delle Amministrazioni, la semplicità della narrazione delle scelte e delle decisioni della politica: non stiamo parlando di meri orpelli o di vacui esercizi di stile. Siamo piuttosto di fronte a un’esigenza fondamentale per istituzioni che vogliano davvero mettere al centro il rapporto con i cittadini e le prerogative del Paese reale – ha spiegato la ministra Dadone – Nell’oscurità della lingua può annidarsi semplice sciatteria, scarsa sensibilità professionale oppure l’idea distorta di un potere da preservare gelosamente, che significa spesso abuso o che comunque segnala un deficit di partecipazione democratica”.

La collaborazione tra il ministero e la Crusca in particolare ha lo scopo di realizzare studi e ricerche sull’uso della lingua italiana nelle pubbliche amministrazioni; organizzare, anche in collaborazione con altri enti, corsi di aggiornamento; elaborare suggerimenti e raccomandazioni in tema di semplificazione, chiarezza e omogeneità dei testi delle pubbliche amministrazioni, anche tramite gli strumenti informatici.


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