Coronavirus, nel sangue due ‘spie’ predicono l’evoluzione 

Pubblicato da in data 17 Febbraio 2020

Coronavirus, nel sangue due 'spie' predicono l'evoluzione

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Pubblicato il: 18/02/2020 16:20

Due ‘spie’ nel sangue dei pazienti contagiati dal nuovo coronavirus potrebbero predire l’evoluzione dell’infezione in polmonite grave. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori del Tongji Hospital di Wuhan, megalopoli epicentro dell’epidemia, in uno studio pubblicato sul ‘Chinese Journal of Tuberculosis and Respiratory Diseases’. Gli autori suggeriscono che l’aumento nel siero dei livelli di due sostanze – la citochina interleuchina-6 (IL-6) e il recettore dell’interleuchina-2 (IL-2R) – andrebbe monitorato per prevedere la severità e la prognosi di Covid-19, così da personalizzare il trattamento in modo più precoce.

Gli scienziati sono partiti dall’osservazione che, in alcuni malati, nel giro di 1-2 settimane l’infezione da Sars-CoV-2 inizia a causare sintomi particolarmente gravi a causa di una cosiddetta ‘tempesta citochinica‘. Un’iper-risposta immunitaria che peggiora le condizioni degli infettati, e che sarebbe quindi importante riuscire a predire prima che si manifesti.

Gli studiosi hanno selezionato 29 pazienti con infezione Covid-19, suddividendoli in tre gruppi in base alle loro condizioni lievi, gravi o critiche. I cambiamenti di alcuni indicatori sono stati confrontati e analizzati nei tre gruppi, permettendo ai ricercatori di concludere che i malati più gravi presentavano l’aumento maggiore dei livelli sierici di IL-2R e IL-6, che quelli meno critici mostravano i livelli più bassi delle due sostanze, e che l’incremento delle loro concentrazioni era associato a un peggioramento dei sintomi.

Per nessun altro indicatore è stata rilevata una correlazione statisticamente positiva fra i livelli nel siero e l’aggravarsi dell’infezione.


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