‘Ndrangheta, 65 arresti in Calabria: c’è anche un consigliere Fdi  

'Ndrangheta, 65 arresti in Calabria: c’è anche un consigliere Fdi

Fotogramma

Pubblicato il: 25/02/2020 11:09

Fra le persone indagate nell’ambito dell’operazione Eyphemos condotta dalla Dda di Reggio Calabria, c’è anche il senatore di Forza Italia Marco Siclari, nei cui confronti la procura antimafia reggina ha chiesto l’autorizzazione a procedere all’arresto con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso.

Fra i 65 arrestati nell’ambito dell’operazione contro la ‘ndrangheta c’è anche Domenico Creazzo, neo consigliere regionale calabrese eletto con Fratelli d’Italia il 26 gennaio scorso. Creazzo, che è anche sindaco di Sant’eufemia d’Aspromonte, è accusato di scambio elettorale politico-mafioso.

Le 65 ordinanze di custodia cautelare, di cui 53 in carcere e 12 agli arresti domiciliari, sono state emesse nei confronti dei capi storici, elementi di vertice e affiliati di una pericolosa locale di ‘ndrangheta operante a Sant’Eufemia d’Aspromonte, Reggio Calabria, funzionalmente dipendente dalla potente cosca Alvaro imperante a Sinopoli, San Procopio, Cosoleto, Delianuova e zone limitrofe.

Fra essi figurano il boss Cosimo Alvaro, detto “Pelliccia”, a cui il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere perché detenuto per altra causa; Domenico Alvaro detto “Micu”, classe 1977, Salvatore Alvaro detto “Turi Pajeco”, classe 1965, Francesco Cannizzaro alias “Cannedda”, classe 1930 (che partecipò allo storico summit di Montalto nel 1969), Cosimo Cannizzaro alias “spagnoletta”, classe 1944, Domenico Laureandi, alias “Rocchellina”, imprenditore ed elemento di primissimo piano della ’ndrangheta eufemiese”.

“Con la sua azione pervasiva, la ’ndrangheta è riuscita a collocare propri membri ai vertici del governo, dell’assemblea elettiva e all’interno degli apparati dell’amministrazione comunale di Sant’Eufemia d’Aspromonte”, afferma in una nota la Questura di Reggio Calabria in merito all’operazione Eyphemos, che fa sapere che, “con il ruolo di capo, promotore ed organizzatore dell’associazione mafiosa, è stato arrestato, in esecuzione della misura cautelare della custodia in carcere, il vicesindaco Cosimo Idà, artefice di diverse affiliazioni che avevano determinato un forte attrito con le altre componenti del locale di ’ndrangheta eufemiese e l’alterazione degli equilibri nei rapporti di forza tra le varie fazioni interne allo stesso”.

Con “la contestazione di partecipazione all’associazione mafiosa – prosegue – sono stati arrestati, in esecuzione della misura cautelare della custodia in carcere, il presidente del Consiglio Comunale Angelo Alati, quale mastro di giornata della cosca, il Responsabile dell’Ufficio Tecnico ingegnere Domenico Luppino, referente della cosca in relazione agli appalti pubblici del Comune, e Domenico Forgione, inteso “Dominique”, consigliere comunale di minoranza, che aveva il compito di monitorare gli appalti del Comune per consentire l’infiltrazione da parte delle imprese riconducibili alla cosca eufemiese”.

I destinatari delle 65 ordinanze sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, diversi reati in materia di armi e di sostanze stupefacenti, estorsioni, favoreggiamento reale, violenza privata, violazioni in materia elettorale, aggravati dal ricorso al metodo mafioso e dalla finalità di aver agevolato la ‘ndrangheta, nonché di scambio elettorale politico mafioso.

Gli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del Commissariato di Palmi, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, coadiuvati dagli operatori dei Reparti Prevenzione Crimine e di diverse Squadre Mobili del Centro e Nord Italia, stanno eseguendo anche numerose perquisizioni. Impiegati circa 600 agenti della Polizia di Stato.