Coronavirus, Speranza: “Risposta sia di tutto Paese, si vince insieme” 

Pubblicato da in data 25 Febbraio 2020

Coronavirus, Speranza: Risposta sia di tutto Paese, si vince insieme

Pubblicato il: 26/02/2020 21:38

“Considero non rituale questa possibilità di riferire alla Camera dei Deputati. Oggi che più che mai serve una relazione stretta tra governo e parlamento capace di superare i vincoli ordinari delle relazioni tra maggioranza e opposizione”. Lo dice il ministro della Salute, Roberto Speranza, nell’informativa in Aula alla Camera sul Coronavirus. “A rispondere all’emergenza del nuovo Coronavirus deve essere tutto il nostro Paese. Non una parte, non una istituzione nazionale o territoriale, ma la Repubblica nel suo complesso, in una relazione positiva con i cittadini italiani che possono svolgere un ruolo fondamentale anche con i loro comportamenti individuali”. “Questa sfida si può vincere solo insieme. Questo non è il momento dei localismi, delle divisoni e dei protagonismi particolari. Non dovremmo mai dimenticarlo nei prossimi giorni”, ha aggiunto.

“Voglio rivolgermi a cittadini che ci stanno ascoltando. Nelle prossime settimane sarà decisivo, insieme al lavoro delle istituzioni, il comportamento individuale di ciascuno di noi. Seguire le regole di igiene e le raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità è fondamentale per vincere questa sfida. Con la piena fiducia nella nostra comunità scientifica, con una solida collaborazione istituzionale, con determinazione e tempestività nella realizzazione dei provvedimenti necessari, supereremo, tutti insieme, questa emergenza. L’Italia è più forte del nuovo coronavirus“.

Speranza spiega poi che “i primi riscontri evidenziano che in Italia si sono sviluppati due focolai, che inizialmente sembravano distinti, ma che poi si sono dimostrati connessi, uno in Lombardia – più vasto – e un altro puntiforme in un piccolo comune del Veneto. Da questi, allo stato di avanzamento della ricerca, derivano, in massima parte, i casi segnalati in altri centri del nord Italia, ma anche in Sicilia”. “Il virus coltivato viene in queste ore ‘sequenziato’ per definire puntualmente l’origine e le sue specifiche caratteristiche. Ad oggi, non hanno trovato conferma le ipotesi attorno al caso ‘zero’ che ha infettato il primo paziente nell’area del Lodigiano, in Lombardia”.

Nel suo discorso il ministro della Salute sottolinea che “non essendo disponibili al momento farmaci o vaccini, per cui comunque la comunità scientifica è al lavoro, l’isolamento dei contagiati è l’unica strada che garantisce efficacemente la riduzione della diffusione del virus”. “Le nostre scelte di queste settimane – ribadisce – sono state sempre adottate a partire da valutazioni di carattere tecnico scientifico. È la scienza e non la politica ad orientare la nostra battaglia per arginare la diffusione del nuovo coronavirus. È la comunità scientifica a definire il livello di rischio sanitario, non altri”.

“A noi, spetta in una chiara distinzione di ruoli e funzioni, il compito di garantire con i nostri provvedimenti un livello di prevenzione e controllo efficace e proporzionale allo stato di allerta indicato dai nostri scienziati e dalle autorità sanitarie. In Italia possiamo vantare scienziati di altissimo profilo. L’Istituto Superiore di Sanità è al lavoro in queste ore per ricostruire il tracciato epidemiologico di quanto accaduto. Si tratta di una istituzione che mette le radici nella storia antica della ricerca scientifica del nostro Paese. In Istituto hanno lavorato, tra gli altri, personalità come Enrico Fermi e Rita Levi Montalcini. Dobbiamo fidarci dei nostri scienziati”.

Speranza ripete quindi che “non dobbiamo avere paura. Ripeto, nessuna sottovalutazione o facile ottimismo ma noi, insieme agli altri paesi, affronteremo questa emergenza. Con grande rispetto per le opinioni di tutti dico attenzione a non dare dell’Italia una rappresentazione sbagliata”. “Si guarisce rapidamente e spontaneamente nell’80% dei casi – ricorda – e nel 15% dopo regolari cure sanitarie. Solo il 5% presenta problemi molto gravi ed il tasso di letalità è poco sopra il 2% ed in larghissima parte legato alle preesistenti condizioni morbose di soggetti anziani”. Lo dice il ministro della Salute, Roberto Speranza, in aula alla Camera.

“Perché allora ci preoccupiamo tanto del coronavirus? Perché ad un basso tasso di letalità corrisponde un tasso significativo di contagio che in presenza di una diffusione incontrollata del virus potrebbe colpire soprattutto la popolazione più debole e più anziana e sovraccaricare i nostri presidi sanitari. Per questo bisogna continuare a fare tutto ciò che è necessario per limitare la diffusione del contagio”, conclude l ministro.


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