Coronavirus: la ‘zona rossa’ si racconta alla radio 

Pubblicato da in data 26 Febbraio 2020

Coronavirus, la 'zona rossa' si racconta alla radio

Radio Codogno (fermo immagine)

Pubblicato il: 27/02/2020 14:06

di Lavinia Gerardis

“Non c’è più il rumore delle macchine ma si sente nelle case il rumore della vita”. Dalla zona rossa le radio fanno da amplificatore della realtà che stanno vivendo i cittadini isolati a causa del coronavirus. C’è Radio Codogno (FM 100.350), la storica radio parrocchiale che da un paio di giorni si è trasformata nella radio ufficiale della zona rossa. “Ci siamo detti, abbiamo una radio: trasmettiamo”, racconta Francesco D’Adda che lavora alla consolle. “Una voce della resistenza”, come ha rivendicato il referente della radio, Massimo Scaglioni per dare informazioni chiare e aggiornate in un momento in cui i cittadini ne hanno estremo bisogno.

Radio zona rossa‘ per ora ha due finestre informative, una alle 11 e una alle 17 in cui aggiorna gli abitanti sulle piccole cose di pubblica utilità, dal numero da chiamare per mettersi in contatto con gli anziani in isolamento cautelativo nella Rsa, alla situazione nei supermercati, dai bollettini ufficiali all’avvenuta riapertura delle edicole. E da oggi ‘Radio zona rossa’ ha anche una pagina Facebook dove seguire le dirette in video.

Ma se la voce più istituzionale dell’area off limits della bassa lodigiana è Radio Codogno, a dare voce ai cittadini, raccontando come va avanti la vita nella zona rossa ci pensa da oggi Radio Sange, piccola web radio di Codogno (www.radiosange.it) che ha iniziato a raccontare in diretta come si vive in isolamento, raccogliendo storie e testimonianze degli abitanti. A lanciare l’idea è stata Luisa Vernelli, giovane voce del programma ‘Weekend Lulu’.

“Io sono di San Fiorano, un altro paese della zona rossa ma lavoro qui in radio a Codogno. Di solito racconto notizie positive – spiega Vernelli – e in questo momento mi sono detta dai, raccontiamoci come stiamo vivendo, come stiamo affrontando questa situazione, diamoci coraggio”. Detto fatto. Raccolte un po’ di testimonianze oggi alle 10 sono andati in onda per un primo racconto della vita e delle difficoltà ai tempi della zona rossa. E domani si replica parlando degli amori separati dalla linea invalicabile tracciata dalle ordinanze.

“Fuori dalla red zone si parla di numeri: il paziente zero, il paziente uno. C’è psicosi. Qui noi a Codogno – dice Luisa Vernelli ai microfoni prima di chiudere – non abbiamo il paziente uno, abbiamo Mattia. Mattia è un amico, un collega, un figlio e soprattutto sarà presto un padre. E allora Mattia e Valentina tornate presto a casa e ci faremo una bella risata su”.


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