Coronavirus, Borrelli: “21 morti in Italia” 

Pubblicato da in data 27 Febbraio 2020

Coronavirus, Borrelli: 21 morti in Italia

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 28/02/2020 19:01

Il bilancio è di 21 morti e 46 persone guarite dal coronavirus. E’ il bollettino reso noto dal commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus Angelo Borrelli nel pomeriggio di oggi.

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del coronavirus sul territorio nazionale, fa sapere la Protezione Civile al momento 888 persone hanno contratto il virus in 13 regioni e in una Provincia autonoma. Nel dettaglio: i casi accertati di coronavirus in Lombardia sono 531, 151 in Veneto, 145 in Emilia-Romagna, 19 in Liguria, 11 in Piemonte, 8 in Toscana, 6 nelle Marche, 4 in Sicilia, 4 in Campania, 3 nel Lazio, 3 in Puglia, 1 in Abruzzo, 1 in Calabria e 1 nella Provincia autonoma di Bolzano. I pazienti ricoverati con sintomi sono 345, 64 sono in terapia intensiva, mentre 412 si trovano in isolamento domiciliare e 46 persone sono guarite.

I deceduti sono 21, questo numero, però, potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso. In Emilia Romagna c’è stato un secondo decesso, si tratta di un cittadino lombardo di 85 anni, residente in uno dei Comuni del focolaio, ricoverato a Piacenza.

“In base ai dati che abbiamo ricevuto dalle Regioni sappiamo che le persone decedute avevano altre patologie ed erano risultate positive al virus. Sono persone con un quadro clinico che conosciamo parzialmente, è difficile fare una valutazione solo su dei numeri“. Lo ha detto Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), durante la conferenza stampa nella sede della Protezione civile a Roma. Per conoscere la reale causa dei decessi l’Iss condurrà un’indagine. “Elementi ulteriori dobbiamo valutarli e quindi ora non siamo in grado di essere più precisi. Purtroppo, e su questo siamo precisi, queste persone sono decedute”.

“Lo scenario che stiamo valutando e misurando in queste ore è uno scenario che ancora non risente delle misure adottate, perché il tempo che intercorre tra il possibile contatto e il momento in cui può manifestarsi l’infezione è un tempo medio di circa una settimana”. Brusaferro ha spiegato quindi che “il tempo medio è di una settimana con valori minimi o superiori, tanto che consideriamo 14 giorni sostanzialmente l’arco di tempo di sicurezza per verificare che non si sia trasmessa l’infezione”. Quindi – ha precisato “stiamo misurando in realtà un fenomeno che si sta evolvendo e nei prossimi giorni valuteremo l’impatto delle misure adottate”. “Il dato che va sottolineato – ha aggiunto il presidente Iss – è che dentro questi numeri c’è una buona metà di persone positive asintomatiche, cioè persone che grazie al fatto di essersi sottoposte al tampone hanno avuto un’infezione. Infezione – ha rimarcato – che passa in maniera totalmente asintomatica. Per loro è importantissimo comportarsi in maniera tale da non trasmettere l’infezione ad altri”.


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