Codogno, la rabbia dei commercianti: “Siamo in galera” 

Pubblicato da in data 28 Febbraio 2020

di Silvia Mancinelli

“E’ dura per tutti ma dobbiamo stringere i denti, il mondo ci sta guardando. Nessuno aveva mai affrontato tutto questo nel mondo occidentale e il lodigiano sta dimostrando cosa vuol dire superare un problema di questo genere”. Francesco Passerini, sindaco di Codogno, ha incontrato questa mattina i commercianti della zona rossa per fare il punto sulla situazione e rispondere alle loro domande. Si è presentato con i guanti in lattice e la mascherina che ha tolto una volta salito sulla scalinata della parrocchia di San Biagio e della Beata Vergine Immacolata, in piazza XX settembre.

Davanti a lui decine di uomini e donne e, tutto intorno, le saracinesche abbassate dei negozi e delle farmacie. “Alcune attività industriali, attraverso una deroga prefettizia – ha spiegato il primo cittadino – sono state aperte con una parte ridotta di personale. Discorso diverso per le attività commerciali e ricreative: per la zona rossa è infatti ancora tutto bloccato come da decreto ministeriale per il quale ad oggi non ci sono le condizioni che venga modificato. Sicuramente avremo davanti un’altra settimana – ha detto Passerini – teniamo alta l’attenzione perché le attività economiche stanno subendo dei danni. La situazione sta andando bene, anche i numeri della propagazione dell’epidemia lo dicono, le precauzioni prese stanno danno risultati dal punto di vista sanitario. Insieme riusciremo ad uscirne bene”.

Arrabbiati i baristi, i titolari di negozi di abbigliamento, di saloni di parrucchiere, in piazza a chiedere date certe e rassicurazioni su stanziamenti di fondi ed eventuali cumuli di bollette da pagare. “Quando possiamo aprire le nostre attività? – chiede uno di loro – Cosa rischiamo, nel caso non avessimo risposte chiare, facendo una rivoluzione civica e tirando comunque su le saracinesche?”. “Si rischia il penale” gli risponde il sindaco.

“Ci sono galere a sufficienza a tenerci dentro? In prigione ci siamo già e non ci cambia nulla – controbatte il commerciante – Ci è stato detto che abbiamo bisogno di essere psicanalizzati. Non abbiamo bisogno di psicologi, ma noi abbiamo bisogno di lavorare”.

“Ad oggi – spiega ancora Passerini – non c’è una data di scadenza, il decreto ministeriale è datato 14 giorni quindi con scadenza 8 marzo, ma l’ordinanza del Ministero Salute è sine die, non c’è una data”. “Siamo gli appestati d’Italia, questa cosa qui ci farà perdere un sacco di commesse. Spero che finita l’emergenza il commercio riprenderà, ma a Codogno non verrà più nessuno” chiudono il comizio i commercianti ormai spazientiti.


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