Corruzione, bufera al comune di Palermo: arrestati 2 consiglieri 

Pubblicato da in data 28 Febbraio 2020

Corruzione, bufera al comune di Palermo: arrestati 2 consiglieri

Pubblicato il: 29/02/2020 09:38

Bufera al Comune di Palermo. I finanzieri del nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza e i carabinieri del Reparto operativo – Nucleo investigativo di Palermo hanno arrestato due consiglieri comunali Sandro Terrani, membro della Commissione Bilancio, Finanza e Tributi, e Giovanni Lo Cascio, presidente della commissione Urbanistica, lavori pubblici, edilizia privata e residenziale pubblica, i funzionari comunali Mario Li Castri di Palermo, già dirigente dell’Area tecnica della riqualificazione urbana e delle infrastrutture, Giuseppe Monteleone di Palermo, già dirigente dello Sportello unico attività produttive, il professionista Fabio Seminerio di Palermo, architetto, e gli imprenditori Giovanni Lupo di San Giovanni Gemini (Agrigento) e Francesco La Corte, originario di Ribera (Agrigento), rispettivamente amministratore di fatto e di diritto della Biocasa srl che opera nel settore edilizio. All’architetto Agostino Minnuto, originario di Alia (Palermo), è stato notificato l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. I reati contestati ai predetti, a vario titolo, sono corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione e falso ideologico in atto pubblico.

Al Comune di Palermo c’era un “comitato d’affari” composto da imprenditori e professionisti in grado di incidere sulle scelte gestionali di pubblici dirigenti e amministratori locali, che “avrebbero asservito la pubblica funzione agli interessi privati, in modo da consentire di lucrare indebiti e cospicui vantaggi economici nel settore dell’edilizia privata”. Ne sono convinti gli investigatori del nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza e i carabinieri del Reparto operativo – Nucleo investigativo di Palermo.

A confermare le ipotesi investigative che oggi hanno portato a Palermo all’operazione ‘Giano bifronte’ sono state anche le dichiarazioni del pentito Filippo Salvatore Bisconti, imprenditore edile nell’area metropolitana di Palermo arrestato dai carabinieri per associazione mafiosa il 4 dicembre 2018 (operazione Cupola 2.0) quale capo mandamento di Misilmeri-Belmonte Mezzagno. Agli investigatori ha raccontato circostanze e dinamiche interne agli uffici tecnici comunali, con particolare riguardo agli interessi coltivati per anni dai funzionari comunali Mario Li Castri e Giuseppe Monteleone e dell’architetto Fabio Seminerio e, in particolare “alle numerose cointeressenze economiche che effettivamente i tre soggetti coltivavano insieme nel settore dell’edilizia”.


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