Coronavirus: tavolo comune Salone Mobile-Pitti per rilancio fiere 

Coronavirus: tavolo comune Salone Mobile-Pitti per rilancio fiere

Pubblicato il: 02/03/2020 13:58

Fare sistema, creare una strategia comune e lavorare gomito a gomito per promuovere due delle fiere più importanti del nostro Paese: il Salone del Mobile e Pitti Uomo. Moda e design tornano a unire le forze anche ai tempi del coronavirus, grazie all’idea promossa dall’assessore alla Cultura, moda e design del Comune di Firenze, Tommaso Sacchi, di realizzare una campagna di comunicazione comune tra Firenze e Milano dopo la decisione di far slittare a giugno il Salone, negli stessi giorni in cui a Firenze andrà in scena Pitti Uomo.

Ho pensato subito di fare di necessità virtù – spiega Sacchi all’Adnkronos – attraverso una strategia di comunicazione, racconto e promozione di questi due momenti centrali per la creatività. Mi sono domandato ‘perché non farli insieme e creare la prima campagna comune tra Pitti e Salone del Mobile, tra Firenze e Milano?’ Per la prima volta nella storia si potrebbe provare a lanciare una campagna comune tra due città che si trovano a meno di due ore di distanza l’una dall’altra grazie all’alta velocità. I tempi sono maturi, anche perché speriamo di essere fuori da questo momento di grande difficoltà globalizzata. Sarà necessaria una risposta forte e anche un tentativo attraverso questi dispostivi di fiera di crescita e uscita di questa fase difficile dell’economia, lavorando insieme tra amministratori locali e management delle due grandi fiere“.

L’idea è vincente. E il progetto ha già messo d’accordo il presidente di FederlegnoArredo, Emanuele Orsini, del Salone del Mobile, Claudio Luti e l’assessore alla Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane con delega a moda e design, Cristina Tajani tramite l’istituzione di un tavolo comune tra i management delle due fiere e gli assessori, che si riunirà nei prossimi giorni. “Abbiamo appreso dello spostamento inevitabile del Salone del Mobile in concomitanza esatta con quello che per noi rappresenta il momento fieristico più importante e che, per affluenza e numero di iniziative connesse, porta il pubblico internazionale a Firenze – sottolinea Sacchi -. Una questione che ho sollevato all’assemblea del centro di Firenze per la moda perché il fatto che dal 16 giugno i due momenti legati al mondo della moda, creatività e design si concentrino nelle stesse identiche giornate è un tema di cui tener conto”. Così, per non far sì che l’idea restasse un sogno nel cassetto, Sacchi ha deciso di parlarne subito con il suo sindaco, Dario Nardella, il quale ne ha parlato a sua volta con il collega meneghino Beppe Sala.

“Mi sono sentito con il presidente Orsini che mi ha dato tutta la sua disponibilità – sottolinea l’assessore – così come la mia collega di giunta Cristina Tajani che mi ha detto ‘benissimo, lavoriamo insieme a questa prima campagna di comunicazione strategica tra le nostre due città. Così abbiamo istituito un tavolo che si riunirà a breve per capire come affrontare questo progetto”. L’idea è quella di coinvolgere nell’iniziativa anche Ferrovie dello Stato, tramite una campagna, dei biglietti comuni o dei pacchetti ad hoc che nelle giornate clou permettano ad addetti ai lavori e pubblico di visitare “anche in giornata” le due rassegne. “Credo che vadano fatte delle strategie sinergiche di incentivo – spiega Sacchi – che prevedano una bigliettazione comune per gli espositori o il mondo degli appassionati e le figure connesse a questi due mondi che verranno a sovrapporsi, dalla stampa ai produttori di design e moda che sono molto vicini e dialoganti tra loro”.

Il mio sogno – ammette l’assessore fiorentino – è vedere nelle stazioni di Milano e Firenze e nel digital advertising delle altre stazioni italiane, una campagna che dica ‘L’Italia riparte a giugno nel segno della creatività e della grande industria creativa’ o ‘Moda e design al centro dell’Italia, riscopriamo questa forza che ci accomuna’, per lanciare un messaggio positivo e comune che racconti due città che in 50 anni di storia hanno saputo mettere al centro creatività, design e moda pur nelle loro grandi diversità”.

Sacchi non ha dubbi: “Credo che giugno sarà il momento di raccontarsi e rilanciarsi attraverso le intelligenze migliori del nostro Paese – spiega ancora – perché stiamo vivendo e intravedendo un momento difficile che non durerà qualche ora. Quindi credo che il Salone, Pitti Uomo e questi grandi e importanti contesti di cultura, economia e creatività assumano una centralità molto forte nel raccontare il calendario di questo 2020 così particolare”. E’ ancora presto, tuttavia, per immaginare un ruolo del governo nell’iniziativa: “Ne parleremo con i nostri referenti all’interno dell’esecutivo – ragiona Sacchi – per ora è un’ idea allo studio, non ho ancora fatto incontri istituzionali, però credo che nell’idea di fare sistema uno dei primi soggetti da coinvolgere sia proprio il ministero“.