Borsa: Ftse Mib sotto quota 21 mila punti, si salva Poste 

Pubblicato da in data 5 Marzo 2020

Piazza Affari preda delle vendite, spread a 180pb

(Afp)

Pubblicato il: 06/03/2020 18:22

Nuova seduta di forti vendite per i listini europei: in vista del fine settimana, gli operatori hanno preferito chiudere le posizioni in attesa di novità dal fronte Coronavirus. L’avversione al rischio ha finito per penalizzare la carta italiana, spingendo lo spread con i titoli “made in Germany” a 180 punti, +3 punti percentuali rispetto al dato precedente.

A spingere lo spread ha contribuito un report in cui l’agenzia Moody’s, causa virus, ha tagliato di ben un punto percentuale la stima sul Pil italiano 2020 (dal +0,5 al -0,5 per cento). Alla luce del -0,3% registrato dal Pil del quarto trimestre, e dalla proiezione negativa sui primi tre mesi 2020, il nostro Paese, rileva Moody’s, è tecnicamente in recessione.

Sul Ftse Mib, che ha terminato in rosso del 3,5% a 20.799,89 punti, uno dei pochi segni più è stato registrato da Poste Italiane, in rialzo del 3,07%. In corrispondenza della diffusione dei conti 2019, la società ha annunciato di aver rivisto al rialzo i target sull’anno corrente “in funzione della continua crescita della redditività sottostante, tenendo conto della visibilità, ad oggi, sugli sviluppi della situazione del Covid-19”. Secondo i calcoli di Equita, dopo l’incremento di 18 punti percentuali, il nuovo target sull’utile 2020 è del 6% maggiore delle stime.

La performance peggiore è stata invece registrata da Prysmian (-6,71%) in scia di un outlook che non lascia ben sperare a causa di uno scenario che “presenta almeno nel breve termine elementi di incertezza”. Nel corso della call con gli analisti, l’amministratore delegato Valerio Battista ha rilevato che “per quanto riguarda la guidance 2020, probabilmente non saremo nella parte alta”.

Forti vendite anche sul comparto energetico: Eni ha chiuso con un -6,69%, Saipem con un -6,01% e Tenaris ha lasciato sul parterre il 5,75%. Oggi le quotazioni del Brent hanno registrato una vera e propria débâcle (-8,2% a 45,88 $/barile) dopo l’indiscrezione del fallimento del vertice Opec+ che avrebbe dovuto decretare un nuovo taglio dell’output globale di petrolio.

Seduta da dimenticare anche per Atlantia (-5,37%) alle prese con i rumor secondo cui le trattative sul riassetto di Autostrade per l’Italia e sul possibile ingresso di F2i nel capitale si sarebbero interrotte. (In collaborazione con money.it)


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