Coronavirus: Caritas, ‘per i senzatetto non esiste #iorestoacasa, aiutiamoli’ 

Pubblicato da in data 13 Marzo 2020

Caritas: Per i senzatetto non esiste #iorestoacasa, aiutiamoli

(Fotogramma)

Pubblicato il: 14/03/2020 14:39

Almeno 51mila senzatetto in tutta Italia, oltre 8.000 solo a Roma. Per loro il rischio coronavirus è solo un ulteriore disagio nella lotta quotidiana di chi non ha più nulla. Soprattutto non ha una casa dove andare quando nel Paese vige l’imperativo ‘io resto a casa’. Gli stessi ostelli che li ospitano di notte non riescono a garantire la copertura necessaria.

“Le problematiche di giorno in giorno diventano sempre più complesse. Arrivano in strutture non idonee a garantire le distanze di sicurezza, non predisposte nemmeno per ospitare h24, allora escono, ma in strada vengono fermati dalle forze dell’ordine”, racconta all’Adnkronos don Benoni Ambarus, direttore della Caritas di Roma, delineando le problematicità dei più emarginati della Capitale durante l’emergenza Coronavirus. Poi immediatamente precisa: “i senza fissa dimora non sono untori, togliamoci dalla testa che siano i primi portatori del virus”.

“Neanche in carcere ci sono spazi così stretti – denuncia don Ambarus – All’ostello di Via Marsala ci sono ora 180 persone: è impensabile! Stiamo cercando di individuare insieme all’Amministrazione capitolina delle strutture alternative per dislocare i senza fissa dimora – ieri ho nuovamente sentito la sindaca Raggi- C’è bisogno di tempo e di ridurre gli ospiti per trasformare un centro in grado di accogliere h24”.

“L’idea dell’amministrazione capitolina in queste ore è quello di fare uno sforzo straordinario per trovare ripari, così da togliere dalla strada le persone che la vivono quotidianamente”, aggiunge il direttore della Caritas di Roma.

Finora nessun contagio tra i senzatetto accolti in Via Marsala, dove c’è un presidio sanitario. I casi sospetti sono poi risultati negativi al tampone. Resta però che non hanno un posto adatto, o meglio lo spazio sufficiente, dove poter trascorrere la quarantena. “Io non posso assumermi la responsabilità – evidenzia con forza don Ambarus – di esporre 179 persone per tenerne uno” che ha sintomi sospetti o che dovrebbe stare in quarantena.

Non manca organizzazione invece per quanto riguarda la distribuzione dei pasti nella mense Caritas. “Sono state prese tutte le accortezze per evitare assembramenti. Riusciamo a reggere la somministrazione normale dei pasti. Anzi, dopo lo choc iniziale che ha allontanato i volontari, ora sono tornati – ho firmato almeno un centinaio di autorizzazioni – e così riusciamo a gestire tranquillamente le mense. Ma se c’è ne fosse bisogno, siamo pronti anche alla distribuzione dei pacchi”, dice don Ambarus spiegando che a Colle Oppio vengono serviti fino a 450 pasti a pranzo, mentre a Via Marsala fino a 350. Alla Cittadella della Carità almeno 500 al giorno.

Infine, il direttore della Caritas di Roma lancia un monito perché si rifletta sui sacrifici che stanno facendo gli italiani: “il principio ‘io resto a casa’ non è sempre possibile a tutti. Per i tanti, che loro malgrado vivono la strada, il principio è casomai ‘io vorrei stare a casa’. Per favore, non abbandoniamoli!” Da qui l’invito alla solidarietà e al sostegno: “che siano mascherine, medicine, materiali sanitari o derrate alimentari, ogni offerta è la benvenuta. Grazie”.


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