Barbagallo: “pandemia insegna austerity vecchia ricetta” 

Pubblicato da in data 16 Marzo 2020

Barbagallo: pandemia insegna austerity vecchia ricetta

Carmelo Barbagallo (Foto Adnkronos/Cristiano Camera)

Pubblicato il: 17/03/2020 18:12

(di Alessandra Testorio) “Con questa pandemia abbiamo constatato sulla nostra pelle che le politiche di austerità o quelle indicate dall’autonomia differenziata non servono, che invece abbiamo bisogno di unità e che l’Europa deve lavorare assieme ad i Paesi per consentire investimenti pubblici e privati con cui superare questa crisi economica“. Questo il messaggio più forte, per il leader Uil, Carmelo Barbagallo, che arriva dall’attuale momento di emergenza.

“La cosa importante che tutti hanno ormai capito è questa: che le vecchie ricette non servono a niente. Anzi, ci hanno danneggiato. Se penso a quello che è successo in questi anni nella sanità con i tagli lineari fatti … oggi tutti a gridare all’eroismo dei nostri infermieri, medici… Così ogni volta c’è una emergenza, ieri era la Protezione civile, l’altro ieri i vigili del fuoco… Spero che a una volta finita questa pandemia non ci si dimentichi di questi lavoratori che fino a qualche giorno fa erano indicati come i furbetti del cartellino”, prosegue il leader della Uil.

Per Barbagallo dunque “il più grave errore che il Paese potrebbe fare è quello di tornare a fare quello faceva prima“, dice ancora. “Anche in Europa abbiamo dimostrato una scarsa coesione; se ognuno risponde pro domo sua non funziona, non si riesce a dare risposte che assieme, come italiani ed Europa solo così possiamo sconfiggere questo flagello”, continua.

“Cerchiamo di trarne tutte le lezioni che servono per quando si spegneranno le luci sul coronavirus e capire cosa fare per il futuro”dice ancora e a dimostrazione delle sue parole ricorda le parole di qualche ora fa del ministro delle Infrastrutture, De Micheli, a favore dell’Alitalia: “ha detto che una compagnia di bandiera in questa situazione serve. Pensa un po’ quando ci bloccano e non ci fanno entrare negli altri paesi senza una compagnia di bandiera come avremmo fatto? E’ la dimostrazione di quanto predicato per anni”, constata.

Per Barbagallo, “la direzione del governo è quella giusta ma – avverte – bisogna vigilare sui furbetti del licenziamento che ci sono, in alcuni settori, soprattutto per i contratti a tempo, quelli in somministrazione o nel lavoro stagionale, nonostante lo stop previsto dal ministro Gualtieri”. E, sottolinea ancora, “si è cercato con buon senso di evitare che il profitto prevalesse sulla sicurezza dando risposte a tutti i lavoratori. Bisogna evitare che chi non muore di virus muoia di fame. Chiediamo al governo, quindi, di controllare bene, di vigilare”.

Inoltre, nel merito delle misure del ‘Cura Italia’, “dove abbiamo qualche difficoltà in più è il congedo parentale che, anche se è stato aumentato fino al 50%, rischia di non essere sufficiente per le donne che ne usufruiscono alle quali converrebbe la cassa integrazione che copre l’80% dello stipendio”, dice. “A questo punto dunque suggeriremo alle persone di mettersi in Cig come previsto dal decreto”, conclude Barbagallo.


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