Borsa: Milano in rosso, spread e petrolio sotto i riflettori 

Pubblicato da in data 17 Marzo 2020

Chiusura in rosso per il listino milanese

(Afp)

Pubblicato il: 18/03/2020 18:18

Nuova seduta all’insegna della volatilità per il listino di Piazza Affari, penalizzato dall’andamento dello spread e dal crollo messo a segno dal greggio. Per quanto riguarda il differenziale Italia-Germania, salito fino a un picco di 329 punti, oggi a far scattare le vendite sulla carta italiana ci ha pensato Robert Holzmann, n.1 della Banca centrale austriaca e membro del Consiglio direttivo della BCE.

Parlando delle dichiarazioni rese da Christine Lagarde al termine dell’ultimo meeting della BCE (“non è compito della BCE chiudere gli spread”), Holzmann ha detto di ritenere “che il contenuto della comunicazione sia corretto”. A spingere il rendimento del decennale emesso da Tesoro sopra il 3% al (3,0510%) è stata la frase: “Lagarde ha affermato che la politica monetaria ha raggiunto i suoi limiti”. ”Non possiamo risolvere il problema da soli, ora è principalmente una questione di politica fiscale”.

Anche in questo caso è stata necessaria una replica della Banca Centrale, che ha ribadito di essere pronta ad aggiustare la sua politica monetaria. La BCE, riporta il comunicato, “è pronta a modificare le misure adottate nel caso in cui dovesse rendersi necessario per salvaguardare le condizioni di liquidità nel sistema bancario e garantire la trasmissione regolare della politica monetaria”. Indicazioni simili sono arrivate da Isabel Schnabel (membro del comitato esecutivo Bce), che ha fatto sapere che l’Eurotower è pronto a fare tutto ciò che rientra nel suo mandato per contrastare la turbolenza dei mercati che sta disturbando la trasmissione monetaria.

A far arretrare lo spread, che in corrispondenza della chiusura dei listini europei si attestava a 270,8 punti base, è stata anche l’azione della Banca d’Italia che, secondo i rumor circolati in giornata, è intervenuta sul secondario per acquistare Btp.

Seduta decisamente turbolenta anche per il petrolio Brent (-10,26% a 27,28 dollari il barile), ai minimi dal 2003. Andamento simile anche per il benchmark statunitense, il WTI, che ha toccato livelli che non si vedevano da 18 anni a 22,78 dollari. Per il secondo trimestre, gli analisti di Goldman Sachs stimano un calo a 20 dollari. Nella settimana al 13 marzo gli stock di greggio statunitensi sono aumentati di 1,95 milioni di barili. Lo ha annunciato l’EIA (Energy Information Administration), la divisione statistica del Dipartimento dell’Energia Usa. Il dato precedente aveva fatto segnare un incremento di 7,7 milioni e gli analisti avevano stimato +3,7 milioni di barili.

Al termine degli scambi, il Ftse Mib si è fermato a 15.120,48 punti, -1,27% rispetto al dato precedente. Una delle performance peggiori è stata registrata da FCA (-10,85%) che, a livello di gruppo, a febbraio ha fatto registrare un calo delle immatricolazioni europee del 7% a 100.261 unità.

Andamento speculare per Telecom Italia (+9,94%) e Campari (+10,66%). Sulla prima, Equita Sim ha confermato il “buy” con prezzo obiettivo che passa da 0,64 a 0,52 euro (oggi il titolo ha chiuso a 0,3594 euro) mentre Campari, che negli ultimi tre mesi ha perso oltre 30 punti percentuali, rappresenta, a detta di molti analisti, il classico titolo eccessivamente penalizzato dalle ultime ondate di vendite. (In collaborazione con money.it)


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