Coronavirus, italiani a Londra: “Spaventati, governo adotti misure più stringenti” 

Pubblicato da in data 17 Marzo 2020

Coronavirus, italiani a Londra: Spaventati, governo adotti misure più stringenti

Pubblicato il: 18/03/2020 13:17

di Ilaria Floris

Terrorizzati, increduli, scioccati per l’approccio del premier Boris Johnson e del governo britannico all’emergenza Coronavirus. E’ una voce unanime quella degli italiani contattati dall’Adnkronos che vivono e lavorano in Inghilterra, e che appaiono disorientati e confusi da quello che definiscono un sistema “cinico e disumano” di affrontare la pandemia. “L’approccio di Boris Johnson è da irresponsabile, lo dico senza nessun problema – dice Desirée Verga Oddo, imprenditrice palermitana che vive a Londra da tanti anni – Noi che viviamo qui non ci siamo stupiti, per loro viene prima l’economia. Noi seguiamo le indicazioni italiane, io ho smesso di mandare mia figlia a scuola, tenerle aperte è da irresponsabili”.

E non è l’unica: tutte le persone contattate stanno seguendo le indicazioni del nostro paese anche se non prescritte. “Io vengo dalla provincia di Brescia, sento delle cose terrificanti che vengono dall’Italia -racconta Cristina Podavitte, che lavora nella biblioteca e nell’archivio di una scuola londinese e viene da Brescia, una delle città italiane più colpite dal virus. Anche lei, ha preferito non recarsi al lavoro di sua iniziativa: “Mi sono autosospesa. La situazione qui è surreale, il governo non dà indicazioni in forma di divieti. La gente non si sente tranquillizzata, l’approccio italiano è quello di una società civile, questo no”.

Profondamente “deluso e spaventato” è anche Stefano Mocci, professore in un liceo privato di Londra, e si dice convinto che “appena questa situazione finirà, cercherò sicuramente di tornare in Italia. Intanto, ho mandato una mail alla preside della mia scuola informandola che mi autosospendo dalle lezioni assumendomene la responsabilità”. Tutti davanti ai pc e con i telefonini in mano, dunque, sempre strettamente collegati con le informazioni che arrivano dall’Italia.

Seguo quotidianamente l’informazione italiana e ho deciso di seguire le leggi italiane -dice Franco Consales, filmaker di Trapani trapiantato a Londra- Generalmente per il mio lavoro vado molto in esterno, ovviamente adesso cerco di stare a casa il più possibile. Abbiamo capito che se si continua così il problema diventerà esponenziale”.

All’inizio “non nego che c’è stata un po’ di disperazione, ci siamo sentiti abbandonati a noi stessi – racconta Claudia Quartuccio, supply chain planner di una grossa azienda – Noi italiani tra amici abbiamo cominciato a non vederci e a uscire il minimo indispensabile anche se non ci è stato imposto. Qui non hanno ancora chiuso le scuole, non hanno contingentato gli ingressi al supermercato, la gente si ammassa come se niente fosse. Io esco il meno possibile e faccio la spesa quando non c’è nessuno”.

Da tanti anni a Londra si trova anche la scrittrice Simonetta Agnello Hornby che, contattata dall’Adnkronos, non ha dubbi: “Io ragiono da europea, non da italiana o inglese – dice – il sistema italiano è stato molto drastico però forse era necessario, e le differenze sono enormi. Faccio un paragone tra i governanti: Johnson si è dimostrato un buffone inaffidabile, privo di delicatezza, non posso avere fiducia nel suo governo. In Italia Conte ha invece fatto un salto immenso nella mia stima. Mi ha dato l’impressione di una persona di cui ci si può fidare”.


Opinioni dei lettori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato sul nostro sito.* campo obbligatorio.



Traccia corrente

Titolo

Artista

Background