Coronavirus, “In Lombardia positivi inconsapevoli in giro a lavorare” 

Pubblicato da in data 20 Marzo 2020

Coronavirus, In Lombardia positivi inconsapevoli in giro a lavorare

Foto Fotogramma

Pubblicato il: 21/03/2020 11:31

“C’è molta più gente in Lombardia che ha l’infezione” da coronavirus” rispetto a quelli che fino ad adesso sono stati registrati e diagnosticati direttamente con il tampone”, e “parte di queste persone o dei loro congiunti è in giro a lavorare senza saperlo neppure”. Ne è convinto l’infettivologo Massimo Galli, primario dell’ospedale Sacco di Milano, che a SkyTg24 osserva: “Stare a casa è fondamentale. Ma se si sta a casa in una situazione in cui le licenze di uscita con cui si possono raggiungere situazioni in cui c’è parecchia gente, come gli ambiti lavorativi, sono molto numerose e non giustificate, andremo avanti a cerchi concentrici a continuare ad avere più infezioni”.

“Non stanno fallendo i meccanismi di distanziamento sociale che arrivano dal decreto del Governo, non è così – tiene poi a chiarire l’esperto – Tutto quello che stiamo vedendo lo stiamo vedendo a partire da contagi che sono avvenuti prima dei meccanismi di distanziamento sociale. Non possiamo pensare che i casi stiano aumentando pur stando in casa, ma serve stare in casa a maggior ragione perché ci sono molti casi. E se fossimo tutti in giro o troppo in giro, come forse ancora siamo, il virus ha buon gioco per diffondersi ulteriormente. Stare in casa è fondamentale”.

“Secondo me purtroppo le misure” adottate “non bastano ancora. Lo dico aprendo le braccia e tutt’altro che felice nel dirlo, però dobbiamo essere precisi su questo. Credo che non bastino ancora, soprattutto nella situazione della Lombardia”, è l’opinione di Galli. “Le misure sono importanti e perché funzionino devono essere radicali – ha ammonito – Lo dimostra Wuhan che sta per uscire da questo disastro in un tempo ragionevole, anche se lungo. Diversamente rischiamo che il nostro tempo diventi lunghissimo”.

Lo specialista fa un esempio: “Quando andando in ospedale si trovano le persone che ridipingono le righe per terra, ci domandiamo se non è una cosa che può essere rimandata”.


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