Coronavirus, medici famiglia Lombardia: “Urgente riorganizzare cure a casa” 

Pubblicato da in data 21 Marzo 2020

Coronavirus, medici famiglia Lombardia: Urgente riorganizzare cure a casa

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 22/03/2020 18:30

Siamo a disposizione per discutere una urgente e complessiva riorganizzazione dell’assistenza domiciliare“. Lo dichiara Paola Pedrini, segretario della Federazione nazionale medici di medicina generale (Fimmg) della Lombardia, in una nota in cui fa il punto sulla situazione dei camici bianchi del territorio nell’emergenza coronavirus. Oggi il governatore, Attilio Fontana, e il vice presidente, Fabrizio Sala, hanno infatti annunciato l’arrivo di una delibera volta a potenziare l’assistenza dei pazienti Covid non ricoverati da parte dei medici di base.

Pedrini fa inoltre presente come i medici di famiglia lombardi siano “ancora senza protezioni” contro il rischio di contagio da coronavirus. “Allo stato attuale, i Dpi (Dispositivi di protezione individuale) messi a disposizione dalle Ats (Agenzie di tutela della salute, ex Asl, ndr) sono del tutto insufficienti a coprire i bisogni del territorio”.

E, accogliendo invece con soddisfazione l’ordinanza regionale di ieri e l’annuncio di tamponi ai sanitari fatto dall’assessore al Welfare Giulio Galera, aggiunge: “Un aspetto che è invece ancora lontano dall’essere risolto è la fornitura degli adeguati dispositivi di protezione individuale agli operatori sanitari, primi fra tutti i medici che opereranno nelle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale che saranno operative nel breve) che si occuperanno di pazienti Covid a domicilio, oltre ai medici di medicina generale, quelli di guardia medica e i pediatri di libera scelta. Riteniamo che tali professionisti debbano essere messi nelle condizioni di lavorare in sicurezza, per evitare di essere contagiati e, allo stesso tempo, veicoli di diffusione della malattia”.

La numero uno della Fimmg Lombardia vuole inoltre “ringraziare tutti i benefattori, le migliaia di nostri pazienti che, con donazioni più o meno importanti, stanno rifornendo i medici dei presidi necessari alla loro protezione: a tutte queste persone va il nostro più sentito riconoscimento e la nostra gratitudine per la sensibilità dimostrata nei nostri confronti”.


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