Gozi: “Von der Leyen prenda toro per le corna, proponga Recovery bond” 

Pubblicato da in data 26 Marzo 2020

Gozi: Von der Leyen prenda toro per le corna, proponga Recovery Bond

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Pubblicato il: 27/03/2020 16:52

di Tommaso Gallavotti

La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, che ieri nella plenaria del Parlamento Europeo ha esortato invano i leader Ue a decidere misure per contrastare gli effetti nefasti della pandemia di Covid-19, “se vuole dimostrare veramente” di aver capito che intervenire è urgente, “prenda il toro per le corna: avanzi una proposta per istituire i Recovery Bond”, mettendo i governi di fronte alle loro responsabilità.

A dirlo all’Adnkronos è Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe (Liberali) eletto in Francia nelle liste di Renaissance, già sottosegretario agli Affari Europei con Matteo Renzi prima e con Paolo Gentiloni poi. “Le soluzioni tecniche le lasciamo alla Commissione: l’obiettivo è avere quello zero in più che oggi manca” nelle risorse stanziate, “perché l’Europa dei governi è un’Europa che ha fallito e sta fallendo”.

Le modalità tecniche per minimizzare il rischio che la Germania finisca per pagare i debiti dell’Italia, in realtà esisterebbero: “Per questo – dice Gozi – li chiamo Recovery bond, e non Eurobond. Non si tratta in questo caso di mutualità del debito pubblico, ma di utilizzare strumenti diversi, come la Bei, per mettere sul mercato delle emissioni obbligazionarie, raccogliendo risorse su mercati in cui c’è una grandissima liquidità”.

Si tratterebbe, continua Gozi, di “risorse strettamente finalizzate alla recovery, cioè alla ripresa economica e sanitaria, nella fase di riavvio dopo che il picco dell’emergenza sarà passato”.

E’ per questo, aggiunge Gozi, “che stiamo insistendo con i tedeschi, perché non si tratta di pagare i debiti degli italiani, ma di agire insieme sul mercato, con una leva nuova, per avere risorse fresche che si aggiungono a quelle già messe a disposizione dai governi e dalle istituzioni Ue, per finanziare un piano di investimenti, economico e sanitario, senza precedenti dalla Seconda Guerra Mondiale”. Il Piano Marshall, che fece risorgere l’Europa dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale, si chiamava appunto European Recovery Program.

Se bisogna aggiungere “uno zero” alle cifre messe a disposizione oggi in Europa, per Gozi, “l’unico modo è parlare di Recovery bond. Non è una questione nominale, ma di sostanza. E per questo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha fatto bene a riprendere la nostra proposta. Non è uno strumento generalizzato e non è mutualizzazione del debito già accumulato dagli Stati”.

Come Renew Europe, spiega ancora Gozi, “lavoriamo perché il Parlamento Europeo prenda una posizione chiara sui Recovery bond e perché chieda alla Commissione di prendere un’iniziativa in questo senso”.

La Commissione, riferisce l’eurodeputato, “sta studiando varie proposte, ma di fronte all’impasse dei governi, occorre che Parlamento e Commissione si assumano la responsabilità di fare rapidamente una proposta chiara sui Recovery Bond, per mettere i governi di fronte alle loro responsabilità”.

La mutualizzazione del debito è un tabù in Germania e negli altri Paesi nordici, i cui governi sono pressati a destra dalle forze nazionaliste: “Credo – osserva – che un accordo sia possibile anche con Germania e Olanda, se spieghiamo loro che non stiamo chiedendo di pagare i nostri debiti, ma chiediamo tutti insieme di far fronte all’uscita dalla crisi. Crisi che sta colpendo l’Europa nel suo insieme. Il problema è che pensano che colpirà solo alcuni Paesi: Italia, Francia e Spagna”.

Invece, continua l’europarlamentare, “purtroppo le cose non stanno così: il virus colpisce tutto il mondo. Per questo stiamo lavorando con i tedeschi: ho lavorato molto con Rainer Wieland, della Cdu, attraverso l’Unione dei Federalisti Europei. Wieland due giorni fa ha fatto la proposta, molto importante, di introdurre i Recovery Bond senza mutualizzazione del debito”.

“E’ un segnale molto importante – sottolinea- ora bisogna convincere la Cancelleria e il Ministero delle Finanze tedesco, ma l’uscita di un importante esponente come Wieland, che è frutto anche del nostro lavoro, va nella direzione giusta”.

“Bisogna aspettare Pasqua – prosegue – perché anche la Germania, che ieri ha avuto 6mila casi in più, capisca che non si tratta di azzardo morale? Sarebbe moralmente inaccettabile non dotarsi insieme di strumenti fondamentali per la ripresa. Forse – conclude Gozi – dobbiamo aspettare Pasqua perché anche la Germania lo capisca”.


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