Netflix, preghiere e paura, “noi deputati positivi nella morsa del Covid”  

Pubblicato da in data 29 Marzo 2020

Netflix, preghiere e paura, noi deputati positivi nella morsa del Covid

(Afp)

Pubblicato il: 30/03/2020 18:33

di Antonio Atte

La doccia fredda per Chiara Gribaudo è arrivata il 14 marzo. E la prima cosa che la deputata del Pd ha fatto quando ha scoperto di essere positiva al Covid-19 è stata stilare un lungo elenco. “Ho fatto una lista delle persone che avevo visto gli ultimi tre giorni prima dell’isolamento”. Il primo pensiero è andato proprio a loro, ai familiari e a tutte le persone incontrate poco prima di entrare nel tunnel della malattia che sta paralizzando l’Italia e gran parte del mondo. “Avevo paura di aver potuto trasmettere il virus ad altri. Poi ho realizzato che intanto toccava a me”.

L’esponente dem non è l’unica parlamentare rimasta contagiata dal coronavirus, nemico invisibile che non risparmia nessuno, dall’ultimo dei poveri al principe erede al trono d’Inghilterra. Nella lista ci sono anche i viceministri Pierpaolo Sileri (guarito) e Anna Ascani, l’ex ministro dem Luca Lotti e Claudio Pedrazzini del Gruppo Misto. “Sto meglio – racconta all’Adnkronos Gribaudo – ma non è ancora sicuro che sia guarita. Devo aspettare ancora tre giorni sperando di rimanere senza sintomi e poi in teoria dovranno farmi il tampone per verificare se sono guarita”.

Il pensiero di Lotti va al personale medico dell’Asl di Firenze che sta seguendo la sua situazione, ed “è un ringraziamento che vorrei estendere a tutti i medici, gli infermieri e i volontari che in tutta Italia stanno mettendo la loro professionalità a servizio delle persone malate”. Per quanto riguarda le sue condizioni di salute, “pian piano le cose stanno migliorando. Senza dubbio – dice Lotti all’Adnkronos – stare lontano dai miei figli, dalla famiglia e dagli amici è stato difficile. Così come non è stato facile sopportare fisicamente i sintomi del virus, in particolare nei primi giorni della malattia con difficoltà respiratorie e febbre. Oggi però vorrei rivolgere il mio pensiero a chi si trova in un letto d’ospedale e alle famiglie delle persone che purtroppo non ce l’hanno fatta: è per loro che non dobbiamo smettere di ripetere che l’unica cosa che dobbiamo fare ora è restare a casa”.

Non ha ancora sconfitto il Covid Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia e questore della Camera: “Sono ancora positivo con tutto il nucleo familiare dove abito, siamo in quarantena da oltre 20 giorni”. “E’ una malattia subdola”, si sfoga il parlamentare, “perché quando pensi di essere guarito ti tornano i sintomi che anche quando non sono forti sono molto fastidiosi. E’ un virus persistente, dura anche più di tre settimane. Altro che semplice influenza come diceva qualche idiota…”. Un male che ti toglie il respiro, metaforicamente e letteralmente, ma che mette a dura prova anche la testa: “E’ anche psicologicamente dura da affrontare perché il decorso altalenante non ti fa mai capire veramente quando sei fuori pericolo”.

Gribaudo ha trovato conforto nei messaggi che le arrivano da amici e parenti e nelle videochiamate con la nipotina di due anni: “Balsamo per l’anima”. Musica e film possono rivelarsi “grandi alleati per scacciare via i pensieri più negativi”: pur essendo un’amante del rock, “questa volta ho ascoltato molta musica classica, jazz. Insomma più musica e meno parole”, prosegue la parlamentare Pd. Film visti? “‘Invictus’, ‘Una giusta causa’ e poi qualche sere tv su Netflix, purtroppo faticavo a dormire…”.

Cirielli ha tratto la sua forza dalla famiglia: “Ma nel caso mio devo dire che tanti elettori, sostenitori ma anche persone che non conoscevo, mi hanno fatto sentire la loro vicinanza umana. C’è una riscoperta della solidarietà e del senso di comunità”. Anche la religione, spiega, è stata d’aiuto nei momenti più duri, come quando “la malattia si è propagata a mio figlio di appena 40 giorni”. Ai positivi “dico di essere disciplinati e rispettare le disposizioni anti-diffusione, e quindi soprattutto stare a casa”, rimarca l’esponente di Fdi.

Per Pedrazzini, esponente di ‘Cambiamo!’ e primo deputato risultato positivo al coronavirus, il momento più duro è stato quando “per 4-5 giorni mi sono svegliato con il fiato sempre un po’ più corto, sentendo aumentare le limitazioni nella respirazione senza capire se sarebbero degenerate, richiedendo l’ospedalizzazione, o meno”.

La prima cosa che ha fatto dopo aver appreso della malattia “è stata organizzarmi per la quarantena e l’isolamento senza mettere a repentaglio la salute di nessun altro. Può sembrare banale – racconta all’Adnkronos il deputato, ora guarito – ma quando sai di non poter uscire da casa per un numero indefinito di giorni ci sono molte cose da organizzare. Fortunatamente a Milano, come in moltissime altre città italiane, tanti commercianti stanno offrendo alla collettività un grande servizio portando la spesa a domicilio. Un grande impegno viene anche dai servizi di pubblica attività offerti dalla Croce Rossa che sta consegnando beni non solo alimentari anche ai soggetti positivi”.

E’ “nell’affetto dei tanti amici e delle persone che hanno voluto essermi vicine” che Pedrazzini ha trovato sollievo. “I medici mi hanno seguito giorno per giorno, più volte al giorno, al telefono. Questo mi ha permesso di essere monitorato e rassicurato. Anche la lettura e lo studio sono attività che in quei momenti aiutano molto”. Anche i suoi pensieri sono rivolti alle migliaia di persone che in queste ore stanno combattendo la loro battaglia silenziosa: “Stiamo pagando un prezzo altissimo per questo virus, è difficile mandare messaggi senza pensare a chi ancora lotta per la vita nei reparti di terapia intensiva. Posso solo dire a chi, come è accaduto a me, sta passando momenti difficili a casa che i nostri medici sono tra i migliori al mondo. Affidarsi a loro, seguendo le indicazioni che vengono date quotidianamente, è la cosa migliore che si possa fare”, conclude.


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