Gentiloni: “Mes senza condizionalità può essere preso in considerazione” 

Gentiloni: Mes senza condizionalità può essere preso in considerazione

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Pubblicato il: 02/04/2020 13:18

Le istituzioni europee hanno fatto cose molto importanti. Prima di tutto la Bce con il programma di acquisti straordinari che consente la relativa stabilità dei mercati e poi anche la Commissione ha preso le importanti decisioni di sospendere il Patto di Stabilità e di modificare le regole sugli aiuti di Stato. Capisco che nelle opinioni pubbliche dei Paesi europei, le divisioni che si sono manifestate e che non hanno consentito di prendere altre decisioni importanti, fanno apparire l’Europa, come inadeguata. Bisogna porre rimedio”. Lo ha detto il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, ospite di Sky tg 24.

Sure, il fondo che erogherà risorse comuni dell’Europa per il sostegno alla cassa integrazione, “è un primo passo – ha chiarito Gentiloni – ma il compito di una risposta comune non è finito”.

“Il Mes è nato ed è stato utilizzato in un’altra fase di crisi. Oggi è completamente inadeguato davanti alla situazione di fronte alla quale ci troviamo. Certamente – ha però affermato il commissario europeo – se le condizionalità che vennero adottate in precedenza fossero eliminate, sarebbe uno strumento che ha un patrimonio importante e che potrebbe essere considerato in una luce diversa”.

“Ma non bisogna fossilizzarsi solo su questa questione -ha aggiunto Gentiloni – come dimostra il Sure, noi abbiamo diversi strumenti e obiettivi che devono essere collegati. L’obiettivo fondamentale è garantire liquidità alle imprese. Lo facciamo fare solo agli Stati nazionali o possiamo utilizzare uno strumento europeo? Noi abbiamo uno strumento europeo, come la Bei, che possiamo ricapitalizzare per metterla in condizione di dare uno scudo protettivo europeo alle imprese, soprattutto medie e piccole, in crisi di liquidità”. “Per la rinascita abbiamo bisogno di un fondo comune. La proposta fatta dal governo francese va in questa direzione, ed è importante. Usciamo da una discussione che ci ha intrappolato negli ultimi dieci anni tra i Paesi con alto debito e Paesi che hanno un forte surplus commerciale. Oggi – ha concluso Gentiloni – ci dobbiamo rendere conto che siamo in una condizione completamente diversa, che richiede un impegno comune”.