Coronavirus: Bruzzone (Strategos), ‘giovani ingegneri risorsa preziosa per Paese’ 

Pubblicato da in data 2 Aprile 2020

Bruzzone (Strategos): Giovani ingegneri risorsa preziosa per Paese

Pubblicato il: 03/04/2020 15:32

“Nonostante la tragica situazione sanitaria ed economica sociale posso con certezza affermare che qualcosa si muove, grazie ai giovani ingegneri che portano idee. I giovani sono una risorsa preziosa, oggi ritenuta fondamentale non solo per portare competenze ed entusiasmo, ma anche idee e creatività che diano un supporto alle nostre industrie e alla nostra società, creando nuovi servizi e sistemi che resteranno utili una volta superata la crisi”. Parola di Agostino Bruzzone, presidente del simulation team e council chair di Strategos, che in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia spiega come ci sia la volontà e la capacità di reagire. “Lo abbiamo dimostrato – dice – a Genova con la giornata ‘1 Year 1 day’, un anno di colloqui in un singolo giorno. In un periodo di lockdown, con moltissime aziende che stanno pensando di attivare la cassa integrazione, oltre 100 giovani laureati in Ingegneria hanno partecipato virtualmente ad un incontro con 16 aziende di rilievo internazionale interessate ai loro profili grazie alle tecnologie innovative e all’organizzazione che ho messo in piedi”.

L’evento organizzato dalla Scuola politecnica dell’ateneo genovese, dice, “permette appunto di far incontrare le aziende con giovani ingegneri e di presentare le esigenze del mondo del lavoro, utilizzando un innovativo ambiente di condivisione virtuale che ha reso possibile ascoltare in modo interattivo le presentazioni delle industrie che sono intervenute”. “La piattaforma informatica – racconta Bruzzone – che ha consentito anche di visionare video, scambiare email, organizzare un virtual campus interview è iniziata alle 10 con un webinar fino alle 13 per poi continuare con i colloqui individuali sui vari canali, come Zoom, Teams, Skype) per tutto il pomeriggio”.

“L’Ordine degli Ingegneri e Confindustria – sottolinea – hanno confermato il loro supporto alle iniziative condotte in sinergia con Ingegneria, tra le quali spiccano il Mipet e Strategos che sono state rapidamente presentate evidenziando la loro strategicità in questo momento. Il Mipet, master universitario di II livello in Ingegneria impiantistica, è una eccellenza internazionale consolidata dell’ateneo genovese, essendo giunto oramai all’11ma edizione e finanziato dall’industria. Proprio in questi giorni c’è la possibilità di iscriversi proprio al master per iniziare a lavorare in una multinazionale già a partire da ottobre”.

“Tutti i laureati in Ingegneria – chiarisce – sono invitati a considerare questa opportunità sponsorizzato da multinazionali del settore, tanto più che è evidente oggi come l’impiantistica sia critica così come la produzione e la distribuzione di energia, di acqua, gas e comunicazioni: tutti servizi fondamentali che debbono essere mantenuti e sviluppati come priorità per il Paese. Per un neolaureato della Magistrale candidarsi per il Mipet fornisce l’opportunità durante questo periodo di lockdown di seguire corsi e laboratori virtuali per poi iniziare l’esperienza lavorativa sul campo in grandi imprese già dai primi di ottobre”.

“Nel corso della giornata – continua Agostino Bruzzone – ha anche consentito di presentare Strategos, la prima laurea magistrale in Italia sull’ingegneria strategic (International master of science in engineering technology for strategy & security) ed una delle prime del mondo. Questa nuova disciplina, nata negli Stati Uniti circa 4 anni or sono, è particolarmente calzante con i tempi che stiamo vivendo e con la necessità di sviluppare efficacemente nuove strategie capaci di affrontare i temi della sicurezza, la competitività e le crisi, siano essi legati ad aspetti economici, geopolitici o epocali come il Covid-19”.

Agostino Bruzzone, sottolinea come “l’ingegneria strategica, con il suo approccio scientifico e quantitativo, sia oggi più che mai fondamentale per supportare le decisioni strategiche, essa infatti si basa sull’uso combinato della simulazione, artificial intelligence e data analytics”. “Questo approccio – prosegue – permette di trasformare in ‘informazione utile’ i fantomatici big data (grandi quantità di dati, spesso confusi e discordanti) che oggi si possono reperire dal campo grazie alla digitalizzazione, ai social, agli iot e alle reti di sensori”.

“Il caso dell’attuale pandemia – fa notare – è sintomatico: osserviamo migliaia di persone guardare alle curve e trarne considerazioni, per altro non sempre univoche, fatto salvo limitarsi a guardare il ‘passato’, ovvero quello che è accaduto, mentre ovviamente dovremmo, con altrettanto sforzo, guardare al futuro con particolare attenzione alle conseguenze delle scelte in essere; per esempio, i Paesi che hanno vissuto prima di noi l’epidemia, da Singapore al Giappone, che presentano ricadute e ondate di ritorno del fenomeno che ovviamente non sono estrapolabili dallo storico dei nostri contagi”.

Servono, infatti, “algoritmi intelligenti che correlino scenari diversi, fusione intelligente dei dati, modelli di simulazione del comportamento della popolazione, della sanità, della logistica e dell’economia ed è necessario che questi non siano usati solo per prevedere, ma per seguire le operazioni, misurarne dinamicamente l’affidabilità anche alla luce delle reazioni degli altri attori presenti (dalle mutazioni del virus alla reazione dei mercati), quindi correggere prontamente modelli e decisioni per massimizzarne l’efficacia”, sottolinea.

“Questo approccio – suggerisce – fornisce un vantaggio competitivo a chi lo riesce a mettere in pratica, si tratti di sconfiggere un virus, di penetrare un mercato o sviluppare un nuovo prodotto o servizio. L’ingegnere strategico progetta e sviluppa queste soluzioni, la loro architettura, i modelli, gli algoritmi e i collegamenti con gli altri sistemi, ma deve anche saper parlare con gli altri tecnici, preposti a sviluppare gli applicativi o le soluzioni operative, oltre che sapersi confrontare con i decision makers comprendendo le loro esigenze, su quali leve possono agire e in che misura, oltre che trasmettergli fiducia nelle capacità di questi strumenti ed accompagnarli nel loro”.

Per questo Strategos, spiega, “vede a fianco di ingegneria anche la facoltà di Economia e di international affairs con corsi mirati a insegnare come comunicare ed interagire con queste persone e come analizzare i rischi su Paesi, regioni e mercati”. “In effetti, oggi, la parola Strategia è molto abusata e si confonde spesso la pianificazione (importante, ma che deve essere riaggiornata continuamente all’evolvere dello scenario) con l’azione di sviluppo e messa in atto della strategia con lo scopo di conseguire chiari e concreti risultati”, aggiunge. “Attivare Strategos in Italia – ricorda – ha comportato circa 2 anni e mezzo di lavoro, ma il corso partito nel 2019 vanta già una fortissima sinergia con il tessuto industriale; tra le grandi imprese che hanno attivato la cooperazione vi sono nomi come Accenture, Ansaldo, Axpo, BearingPoint, Hitachi, Leonardo, Mbda, Rina, Seastema, Tenova, Thales, Amiu oltre a molte dinamiche hi-tech piccole e medie imprese e agenzie nazionali e internazionali. Nel solo 2019 Strategos ha organizzato Workshops per presentare l’iniziativa a Milano, Berlino, Roma, Lisbona, Tucson, Singapore, in Polonia e a Pechino”.

“I ragazzi di Strategos, nei due anni della laurea, svolgono, oltre alle lezioni, moltissima attività di laboratorio spesso usando virtual & augmented reality, cosa che ha permesso in questo periodo di procedere efficacemente nonostante il lockdown… inoltre l’ultimo semestre è tutto sviluppato in internship in azienda su un progetto innovativo. Oltre a questo Strategos organizza anche molti workshop e webinar (una trentina a semestre) con top-expert di tutto il mondo per trasmettere specificità innovative, molto attuali. Questi eventi sono aperti anche al mondo delle aziende e delle istituzioni civili e militari”, racconta.

“In questo momento – rimarca – non abbiamo bisogno di piccoli consulenti, o amministratori delegati deboli o esperti di finanza abituati a ottimizzare profitti intorno al 3-5% all’anno, abbiamo bisogno di decisori intelligenti in grado di affrontare la tempesta sviluppando una solida strategica. Questo è il momento di supportare la Società, salvare la situazione e anche di sviluppare nuove soluzioni, non solo in grado di affrontare la crisi, anche ma di essere utilizzabili nel periodo successivo come asset strategici e vantaggi competitivi. Serve mettere in atto – suggerisce – una strategia vincente e ci servono ragazzi esperti su queste metodologie innovative che lavorino a fianco degli esperti su questi temi. Non abbiamo bisogno di struzzi ottusi ma di leoni intelligenti”.


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