Coronavirus, Misiani: “Al lavoro su prestiti interessi 0 e 90% garanzia statale”  

Coronavirus, Misiani: Al lavoro su prestiti interessi 0 e 90% garanzia statale

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Pubblicato il: 03/04/2020 09:28

Non siamo ancora in condizione di dare date per la riapertura di attività economiche e produttive attualmente ferme. Abbiamo sempre detto, e lo ha ribadito Conte, che ciò che conta è innanzi tutto il parere delle autorità medico-scientifiche: quando gli scienziati ci diranno che l’epidemia è sotto controllo e la curva definitivamente su livelli di stabilizzazione, allora potremo passare alla fase due”. Così Antonio Misiani, viceministro all’Economia, ospite di 24 Mattino, su Radio 24.

Fase due, aggiunge, “che va progettata da subito perché essendo una riapertura graduale e inevitabilmente connessa alla necessità di garantire la massima sicurezza ai lavoratori, bisogna iniziare a immaginare chi potrà riaprire e chi dovrà rimanere fermo”.

Il viceministro sottolinea poi che si sta “lavorando su prestiti a interessi sostanzialmente zero, che possano arrivare fino al 25% del fatturato, che siano di lungo periodo e con una percentuale di garanzia statale che sia fino al 90%“. La garanzia statale al 100% “non è attualmente possibile per nessun Paese perché il temporary framework agreement permette di arrivare al 90%. Arrivare al 100% avrebbe una controindicazione dal punto di vista dell’effetto leva attivabile attraverso le garanzie statali”.

“Abbiamo fatto già uno sforzo importante nel decreto di marzo attivando garanzie per 350 miliardi di euro di prestiti e finanziamenti alle imprese, vogliamo incrementare ulteriormente questo intervento con un provvedimento che sarà emanato nei prossimi giorni e che dovrebbe attivare ulteriori garanzie per 200 miliardi di euro per imprese micro, piccole, medie e di più grande dimensione, perché il tema della liquidità è assolutamente fondamentale per garantire continuità produttiva”, annuncia Misiani, ricordando che “questo lo abbiamo fatto da subito e in misura maggiore rispetto agli altri Paesi europei perché i 350 miliardi già attivati a marzo valgono il 20% del Pil mentre la media Ue degli interventi per la liquidità è il 13%”.

Rispetto ai 600 euro “abbiamo tarato quelle risorse su una platea di 5.300.000 beneficiari. Lo sforzo fatto per il lavoro autonomo vale 3,5 miliardi di euro, è l’ammontare di risorse più grande mai stanziato per un segmento importante del mondo del lavoro che è sempre stato escluso da ogni forma di ammortizzatore sociale. Credo che si possa migliorare quella cifra, lo stiamo discutendo in vista del decreto che verrà approvato nei prossimi giorni”. “Al di là di quello che faremo nell’emergenza – aggiunge – è giunto il momento di pensare a misure strutturali di welfare per queste categorie di lavoratori”.

Quanto alla mossa della Commerzbank, che ha invitato i propri clienti ad abbandonare i Btp italiani per concentrarsi sui Bund tedeschi, “ha lasciato molta amarezza ma che non ci porta a demordere nemmeno di un millimetro rispetto alla sforzo che il governo sta facendo, non da solo perché insieme a noi ci sono tanti Paesi europei grandi e piccoli, per attivare tutti i meccanismi possibili di sforzo condiviso a livello europeo per affrontare le conseguenze dell’emergenza sanitaria. Uno sforzo che sta dando frutti importanti”.

‘italiani hanno 1400 mld fermi, li devono investire’

“Dobbiamo fare uno sforzo importante per mobilitare tante risorse ferme nel sistema produttivo per rilanciare le nostre imprese. Gli italiani hanno 1400 miliardi di euro fermi sui conto correnti o in liquidità, noi dobbiamo inventare strumenti che permettano di convogliare questa risorse verso l’economia reale, per farglieli investire. Dobbiamo rompere questo meccanismo e trovare tutti i canali possibili immaginabili per garantire liquidità ora, nell’emergenza, e poi per rafforzare il nostro sistema produttivo”. Così Antonio Misiani, viceministro all’Economia, ospite di 24 Mattino, su Radio 24.

“Ne stiamo discutendo – aggiunge – io credo anche nell’idea di una emissione di titoli a lunghissimo periodo, l’idea di un patto tra risparmiatori, Stato e sistema produttivo per raccogliere, attraverso un’emissione straordinaria, risorse da destinare al rilancio e alla ripartenza del Paese. Può essere una soluzione”.