A Bruno Contrada liquidati 667mila euro per ingiusta detenzione 

A Bruno Contrada liquidati 667mila euro per ingiusta detenzione

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Pubblicato il: 07/04/2020 10:39

Con ordinanza depositata il 6 aprile 2020, la Corte d’Appello di Palermo ha liquidato a favore dell’ex 007 Bruno Contrada la somma di 667mila euro a titolo di riparazione per l’ingiusta detenzione patita nel procedimento penale. Su Contrada, assistito dall’avvocato Stefano Giordano del Foro di Palermo, si era pronunciata anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Successivamente era arrivata la sentenza della Corte di Cassazione.

“La cosa più importante di questa liquidazione accordata dalla Corte d’Appello a Bruno Contrada è che passa il principio di civiltà per cui la detenzione di Contrada, sia a livello di custodia cautelare che di esecuzione della pena è stata ingiusta” dice all’Adnkronos l’avvocato Stefano Giordano.

“Quindi, è stato ulteriormente recepito – sottolinea il legale – il principio affermato dalla Corte Europea superando le obiezioni della Procura generale e dell’Avvocatura dello Stato”. “Per quanto riguarda la liquidazione – aggiunge – noi avevamo presentato una documentazione molto ampia sullo stato di invalidità, superiore all’80 per cento, quindi valuteremo le iniziative da prendere”. E conclude: “In ogni caso ribadisco che sono contento per l’affermazione di un principio di civiltà, che la Corte d’Appello ha dato in modo esemplare”.

Nel 2015 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo aveva emesso una sentenza secondo cui Bruno Contrada non doveva essere condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo quanto osservava la Corte, “all’epoca dei fatti contestati, tra il 1979 e il 1988” il reato “non era sufficientemente chiaro e prevedibile”. Secondo la Corte c’era stata dunque una “violazione dell’articolo 7 della Convenzione”. Contrada venne arrestato alla vigilia di Natale del 1992 e poi condannato definitivamente a dieci anni di carcere. Nel 2017 la Corte di Cassazione aveva revocato la condanna a 10 anni inflitta all’ex numero due del Sisde. I giudici romani avevano accolto il ricorso del legale di Contrada, Stefano Giordano, che aveva impugnato il provvedimento con cui la Corte d’Appello di Palermo aveva dichiarato inammissibile la sua richiesta di incidente di esecuzione. La Cassazione ha così dichiarato “ineseguibile e improduttiva di effetti penali la sentenza di condanna”.