Coronavirus, presidi Lazio: “Impensabile rientro a scuola 18 maggio” 

Coronavirus, presidi Lazio: Impensabile rientro a scuola 18 maggio

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Pubblicato il: 07/04/2020 15:19

“E’ impensabile che si possa rientrare a scuola il 18 maggio prossimo: come sarà possibile tenere a distanza di sicurezza 9 milioni di persone tra studenti, docenti, personale amministrativo e Ata. Non sarebbe sicuro: non credo proprio si possa rientrare in aula”. Lo ha detto all’Adnkronos Mario Rusconi, presidente dell’Anp Lazio.

“Inoltre da evidenziare che il problema del distanziamento, e non solo quello, si riproporrà anche a settembre – ha sottolineato Rusconi – tenendo conto che le aule delle nostre scuole non sono adatte al distanziamento necessario, sono strette e ospitano dai 25 ai 27 studenti. Le note ‘classi pollaio’ come potranno essere adeguate alla distanza di oltre un metro tra studenti e non dimentichiamo gli insegnanti. E il ministero deve cominciare a pensarci adesso per organizzarsi dato che no ci sono aule sufficienti”.

E ancora. “Al di là della sanificazione delle scuole prima del rientro di cui il governo si sta già occupando – evidenzia Rusconi – per il rientro a settembre, se si rientra in classe, si dovrà organizzare la dotazione di mascherine e disinfettante per tutti. Sarebbe bene pensarci ora”.

“Sei politico? Nessuno ha parlato di sei politico. Data l’emergenza sanitaria del tutto inedita, è chiaro che si è costretti, per così dire, a mandare comunque avanti gli studenti che però non devono pensare di aver le insufficienze abbuonate. Chi ha insufficienze se le porta dietro, e dovrà frequentare i corsi di recupero l’anno successivo e dovrà recuperarle altrimenti verrà rimandato o bocciato l’anno prossimo. Si tratta di spostare la valutazione agli scrutini del giugno 2021”.

In merito alla didattica a distanza Rusconi ha evidenziato che “ha funzionato per il grande impegno degli insegnanti. Ma è necessario ricordare quanto affermato dall’Istat, secondo cui un quarto della popolazione italiana nel sud e un terzo in tutta Italia non possiede un pc o un tablet. Fondi sono stati stanziati per l’acquisto di computer, ma non tanti quanti sarebbero necessari, però in molti casi ci sono aziende che stanno facendo donazioni”.