Coronavirus, dal Ciad alla guerra contro il Covid Italia suora medico in corsia tra malati 

Pubblicato da in data 7 Aprile 2020

Coronavirus, dal Ciad alla guerra contro il Covid Italia suora medico in corsia tra malati

(Fotogramma)

Pubblicato il: 08/04/2020 18:28

Dalla missione nel Ciad stretto tra la siccità e Boko Haram all’emergenza del Covid-19 in Italia. Storia di suor Cecilia Maracci, 52 anni origini venete, che dopo avere prestato il suo aiuto per sedici anni nel Ciad ha deciso di mettere al servizio della comunità di Rieti, nel Lazio, anche la sua professione di medico. “Vengo dalla guerra ma anche qui sembra di stare in guerra – racconta la suora medico in una testimonianza per l’Adnkronos -. I malati soffrono per la solitudine. C’è chi si sente abbandonato perché i figli non possono andarli a trovare per il rischio contagio. Avvolti negli scafandri molte volte non riconoscono neanche noi suore che li assistiamo”.

La suora racconta l’esperienza che sta vivendo nella casa di riposo di Rieti colpita dal contagio che nel giro di una settimana, anche grazie alla sua competenza medica, è stata trasformata in un centro Covid. “La Asl ha preso in mano la situazione . C’è un loro medico – racconta – e tre volontari del pronto soccorso di Fiumicino. Si è dovuti passare in breve da una struttura che non era attrezzata a livello sanitario ad una struttura tipo ospedale. Oggi c’è anche l’alimentazione per via parenterale con tanto di cartelle cliniche e diagnosi mediche”.

La suora medico racconta quello che i malati di coronavirus chiedono e di quanto ognuno faccia la sua parte per dare il meglio: “Ci sono infermieri che lavorano per 48 ore di fila e poi li vedo piangere per non potere curare in base agli standard ottimali. Gli anziani soffrono tanto l’isolamento senza più visite e dicono: ‘le suore non ci vengono più a trovare’, ‘mio figlio non viene più‘ e io spiego loro che non possono. Spesso poi con gli scafandri che dobbiamo indossare per evitare il contagio siamo tutti bianchi uguali e i malati non capiscono nemmeno che siamo suore”.

“A volte – racconta suor Cecilia – anche un piccolo gesto, come caricare la batteria di un telefonino che permette il contatto con i parenti da casa, può per qualche momento alleviare il senso di solitudine degli anziani”. Quando l’emergenza sarà finita per suor Cecilia c’è un’altra missione, in Brasile: “E’ vero che in Italia stiamo vivendo una emergenza senza precedenti ma il sistema sanitario funziona e copre le spese. In Brasile chi è ricco si cura, i poveri soccombono”.


Opinioni dei lettori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato sul nostro sito.* campo obbligatorio.



Traccia corrente

Titolo

Artista

Background