Truffa mascherine, l’imprenditore: “Numeri grandi: perché non ci proviamo?” 

Truffa mascherine, l'imprenditore: Numeri grandi: perché non ci proviamo?

Pubblicato il: 09/04/2020 12:10

“So numeri esageratamente grandi… quindi non… Io ho detto, perché non ci proviamo?”. Si esprimeva così, mentre era intercettato l’imprenditore A.I., arrestato su richiesta della Procura di Roma per l’accusa di turbativa d’asta in un appalto indetto da Consip per l’acquisto di mascherine e dispositivi di protezione per l’emergenza coronavirus. A coordinare l’indagine, condotta dalla GdF di Roma, il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto procuratore Alberto Pioletti.

“Mi sono messo in mezzo a questa cosa qua…perché intanto fai del bene… è una emergenza. Io importo da anni il fotovoltaico dalla Cina…quando c’è stata l’emergenza, ho chiamato le ditte giù per dire, ma avete le mascherine, sta roba…”, diceva.

“Cioè…su di me…mi hanno fatto i raggi X….Eee…se entra un altro che magari…dobbiamo sta tranquilli che non c’abbia neanche un carico vecchio, figurati…guarda…vanno indietro…”, diceva mentre spiegava come cercare di sviare le indagini.

“E ho chiesto, quindi, di diffondere in Cina questo…questa fornitura in blocco…Che se ce la fanno a quel prezzo, noi dovremmo avere circa sedici milioni in più, di margine…E sono trenta milioni…te la sto mandando e mi stanno già arrivando le prime risposte…quindi io intanto…prima…che la gara mi rispondesse come era andata…mi ero portato avanti col lavoro”, affermava in relazione alle cifre dell’affare.