L’intellettuale olandese: “Noi cattivi con l’Italia? Governo si sente forte” 

L'intellettuale olandese: Noi cattivi con l'Italia? Governo si sente forte

Rens Bod

Pubblicato il: 10/04/2020 20:24

L’Olanda della “grande tolleranza, dei movimenti di sinistra, appartiene ormai alla storia”, l’Olanda di oggi è dominata da “una cultura neoliberale e da una politica improntata all’austerity”. Gli olandesi “cattivi” con l’Italia e gli altri Paesi del sud Europa? “Non siamo solo noi, ci sono anche altri Stati del Nord, ma in effetti il governo si è assunto questo ruolo, perché si sente forte grazie ai successi ottenuti negli ultimi anni per riportare i conti in ordine”. Rens Bod, professore all’Università di Amsterdam di Informatica umanistica e storia delle discipline umanistiche, spiega così l’atteggiamento del governo dell’Aja in questa partita in Europa sugli aiuti per rispondere all’emergenza coronavirus. Una partita nella quale l’Olanda è stata accusata di aver dimostrato poca empatia nei confronti del Paesi più colpiti e di cui è diventato il simbolo il ministro delle Finanze Wopke Hoekstra.

“Dall’uccisione del leader dell’estrema destra Pim Fortuyn nel 2002, ma forse anche un po’ prima – dice Bod all’Adnkronos – abbiamo avuto una serie di governi neoliberali, anche abbastanza xenofobi, che hanno perseguito politiche di austerity molto forti. Il sogno olandese dei movimenti di sinistra, di grande apertura e tolleranza, appartiene alla storia. In molti, non solo in Italia, ma anche in Gran Bretagna e Germania non si rendono conto che l’Olanda è cambiata”.

E questa Olanda perché è ‘cattiva’ con l’Italia e con gli altri Paesi del sud Europa, le cosiddette ‘cicale’? “Non è solo l’Olanda ad essere cattiva – sostiene l’autore de “Le scienze dimenticate”, che il nostro Paese lo conosce molto bene, avendo tra l’altro sposato un’italiana – Anche la Germania, la Finlandia, i Paesi baltici lo sono. Ma l’Olanda più di altri si è assunta questo ruolo, perché il governo si sente forte, negli ultimi anni è riuscito a riportare i conti in ordine, ha ridotto enormemente il debito pubblico, dopo aver tagliato gli stipendi degli insegnanti, ridotto i fondi per l’università e la sanità”

Ma adesso tra “i pochi effetti collaterali positivi del coronavirus c’è la comprensione della necessità di tornare ad avere un sistema sanitario e di sicurezza sociale pubblico più forte”, dopo i danni provocati dalle privatizzazioni e dagli eccessi del neoliberalismo, osserva l’intellettuale olandese. Che poi sottolinea la necessità di lavorare sulle “convergenze e le somiglianze” che ci sono tra Italia e Olanda, senza drammatizzare le contrapposizioni tra nord e sud dell’Europa, ma anche tra est e ovest.

“Noi tutti siamo uniti da un destino comune, da valori come quella della difesa della democrazia e da una forma di etica che è unica”, spiega Bod, sollecitando un ruolo “più forte” dello Stato nei Paesi Ue e “una maggiore solidarietà” fra i 27.

Quanto all’atteggiamento degli olandesi, per capire se sia diverso da quello del governo che li rappresenta, il professore dell’Università di Amsterdam sostiene che “bisognerebbe fare un sondaggio per capire realmente come la pensano, sarei molto curioso di capirlo: intanto la gran parte della stampa ha giudicato scandaloso come Hoekstra si era comportato con i suoi colleghi di Italia e Spagna, mettendo sale sulla ferita” provocata dalla crisi.