Coronavirus, Zaia: “La fase 2 è già iniziata, di fatto”  

Pubblicato da in data 13 Aprile 2020

Coronavirus, Zaia: La fase 2 è già iniziata, di fatto

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Pubblicato il: 14/04/2020 13:49

“Ho parlato di ‘lockdown soft’, certo, perché il lockdown vero e proprio non esiste più da tempo: la ‘fase 2’ piaccia o non piaccia è già iniziata, lo testimoniano le strade che non sono vuote e ci sono sempre più auto che viaggiano e dal 30 al 60% delle aziende sono aperte e lavorano, o perché previsto dal codice Ateco e per la regola del ‘silenzio-assenso’ e la deroga da parte delle prefetture”. Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, riguardo all’emergenza coronavirus, ha voluto rispondere alle polemiche nate dalla sua affermazione sul fatto che il “lockdown non esiste più”. E ancora Zaia ha tenuto a spiegare: “In base alle misure previste oggi, una persona si può mettere in auto e andare prima al supermercato, poi in farmacia, quindi in libreria, in cartoleria e passare così una giornata fuori casa, ciò significa, ribadisco, che il lockdown non c’è più e la fase due è già iniziata di fatto“.

Nel corso del punto stampa, Zaia ha poi sottolineato che non c’è “nessun allentamento, l’ordinanza che ho firmato ieri riprende quanto prescritto dal Dpcm, anzi è più restrittiva: in Veneto si devono usare le mascherine ed i guanti sempre quando un cittadino esce di casa”.

“Ho eliminato la distanza dei duecento metri per la passeggiata fuori casa come prevede appunto il Dpcm in cui si parla di vicinanza e di prossimità rispetto alla propria abitazione – ha tenuto a spiegare Zaia – in ogni caso dato che ieri mi sono arrivate segnalazioni di infrazioni, attendo 24 ore, e poi sono pronto a rimettere la misura dei 200 metri: il mio è stato un atto di fiducia nei confronti dei cittadini”.

“Vorrei ribadire che non si può abbassare la guardia, e quindi nessuna gita in spiaggia o in montagna, si resta nel comune di residenza e si esce di casa per le passeggiate solo nei pressi dell’abitazione”. “E i picnic si fanno solo nel giardino di casa e con la famiglia e senza amici o altri parenti”. E sul fronte delle misure decise dall’ordinanza di ieri, il presidente del Veneto ha spiegato che “a differenza del Dpcm in Veneto librerie, cartolerie e negozi di abbigliamento per bambini sono aperti solo per due giorni la settimana”.

“La regione Veneto è stata l’unica a mettere nell’ordinanza il limite dei 200 metri per la passeggiata fuori casa – ha rimarcato – Ma non posso vedere immagini dei parcheggi dei rifugi pieni di auto o sapere che il Soccorso alpino è dovuto intervenire per soccorrere persone in montagna. Aspetto ancora 24 ore e poi se vedo altre foto così prenderò dei provvedimenti restrittivi, ma non è giusto che per qualcuno debbano pagare tutti i veneti”.

“Non si va al mare e non si va in montagna – ha ribadito Zaia – facciamo tutti un sacrificio, noi ad uscire solo vicino a casa, e in ogni caso la cosa migliore è restare a casa. Ripeto: aspetto ancora 24 ore se mi arrivano foto di chi pensa di fare scampagnate, dico che così non funziona. Se per caso ci viene la tentazione di fare qualche passo in più pensate ai bambini immunodepressi, ai bambini leucemici, agli oncologici che non sono solo anziani e pensate anche agli anziani che hanno il diritto di vivere in salute e non devono pagare dazio perché qualche irresponsabile è riuscito a diventare il vettore del virus”, ha scandito il governatore.

Quanto alla riapertura, “come abbiamo fatto una chiusura graduale iniziando con Vo’ e i 10 comuni del lodigiano, ora dobbiamo riaprire con gradualità allo stesso modo – ha detto il governatore – Non possiamo aspettare di riaprire fino a quando l’ultimo contagiato sarà negativo. Il nostro modello parla di contagi residuali anche a luglio, quindi? Cosa facciamo? Perderemmo per strada molte imprese così”.

Riguardo al “bollettino con i dati del Veneto per il decimo giorno è positivo – ha poi sottolineato il governatore – la curva ha preso una direzione precisa, per il decimo giorno consecutivo i pazienti guariti e dimessi superano i ricoverati: il che non vuol dire che possiamo abbassare la guardia. I cittadini devono sapere che il virus può tornare e che abbiamo già avuto 906 morti in totale e 800 solo negli ospedali”. Zaia ha poi precisato: “I dati positivi ci dicono anche che la mortalità in Veneto è del 15,7% sui casi totali, la metà di quella della media nazionale”. “Ma non c’è dubbio che in autunno il virus potrà tornare e quindi dobbiamo essere pronti”, ha avvertito.


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