Coronavirus, Bonaccorsi: “Buono vacanza è un’idea, ci lavoriamo” 

Coronavirus, Bonaccorsi: Buono vacanza è un’idea, ci lavoriamo

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 15/04/2020 08:22

“Il 13% del Pil, 4 milioni e 200mila lavoratori nel settore, i primi in Europa. La perdita stimata per il 2019-20 è calcolata tra i 40/50 miliardi e c’è chi dice 60/70 miliardi, ma solo nel weekend di Pasqua è stato stimato che abbiamo perso 300 milioni. Se ci aggiungiamo i prossimi ponti…”. Lo afferma la sottosegretaria dem al Turismo Lorenza Bonaccorsi in un’intervista al quotidiano ‘Avvenire’.

“È chiaro che bisogna fare un passo alla volta, sempre coordinandosi con gli studi medico-scientifici del comitato di esperti. Il governo, le Regioni e gli enti locali hanno bisogno di indicazioni scientifiche ma contemporaneamente dobbiamo dare il tempo agli imprenditori di organizzarsi e avere un minimo di prospettiva. Senza voler mettere fretta a nessuno, ma dobbiamo tracciare un percorso. – continua Bonaccorsi – Le Regioni ci avevano inviato qualche giorno fa le loro richieste di provvedimenti economici. L’incontro con il ministro Boccia è stato importante perché c’è stato un confronto rispetto a una serie di provvedimenti che potrebbero essere messi in campo con il ‘decreto aprile'”.

Il buono vacanza “è una delle misure che ci viene chiesta dalle associazioni di categoria, ma anche dalla conferenza Stato-Regioni. Dobbiamo capire come attuarla, ci stiamo lavorando. È un bonus che potrà essere speso o detratto… dobbiamo capirlo. Si parla assolutamente di turismo ‘domestico’, in Italia. – aggiunge Bonaccorsi – Ci è stato chiesto da molte imprese un credito di imposta sul mancato fatturato rispetto al prossimo anno. Poi c’è il tema dei lavoratori stagionali (a cui è stata allargata la Cig), ma ora dobbiamo ragionare sulla tutela di lavoratori che non verranno mai assunti. E pensiamo a una campagna di promozione turistica, sia interna, sia destinata al turismo dall’estero per essere pronti quando si ripartirà con l’apertura delle frontiere. Una delle richieste degli assessori regionali sono linee guida del comitato scientifico, che possa indicare un percorso verso la riapertura”.

“L’indicazione del distanziamento sociale andrà rispettata. La Cina ha riaperto i luoghi culturali con il 30 per cento delle capacità: si tenderà a rarefare le presenze. – conclude Bonaccorsi – La Spagna ci sta già lavorando, e ha previsto un distanziamento tra ombrelloni, che da noi non sarà possibile in tutte le spiagge. Perciò serve un lavoro a stretto contatto col territorio, per costruire un modello nuovo”.