Coronavirus, botta e risposta Burioni-Attivissimo tra salute e privacy 

Pubblicato da in data 14 Aprile 2020

Coronavirus, botta e risposta Burioni-Attivissimo tra salute e privacy

(Afp)

Pubblicato il: 15/04/2020 13:15

Salute e privacy al centro della discussione che, su Twitter, si sviluppa tra Roberto Burioni e Paolo Attivissimo. Riflettori puntati sull’utilizzo di tecnologie e in particolare app per tracciare i contatti e contenere la diffusione del coronavirus. “Sto zitto, altrimenti uno mi dà del populista e l’altro mi dice di tornare a giocare con i complottini spaziali”, dice Attivissimo replicando alla sollecitazione di un utente. “Paolo, detto con la più profonda stima, io ho la sensazione che tu non abbia colto il pericolo che costituisce questo virus per la nostra comunità e per l’umanità intera. La privacy è importante, ma secondo me viene prima la sopravvivenza. Ripeto, secondo me”, interviene Burioni.

Il giornalista informatico replica al virologo: “Il pericolo del virus lo percepisco enormemente. Proprio per questo mi preoccupano misure che hanno molto del “facciamo vedere che facciamo qualcosa, ma che costi poco”. Non è (solo) questione di privacy, ma di efficacia. A me pare di vedere il teatrino della sicurezza post-11/9″. “Quello che voglio dire -aggiunge Attivissimo- è che sì, la privacy è un diritto comprimibile in emergenza, ma bisogna assicurarsi bene che questo sacrificio dia un risultato reale. Io finora nel campo informatico della gestione Covid-19 non ho visto queste garanzie, ma solo tanta improvvisazione”.

“Si parla di fare contact tracing invece che geolocalizzazione di massa: ottimo, è un passo avanti. Ma funziona il tracing fatto con il Bluetooth? Vorrei vederne le prove. Altrimenti si spendono soldi e risorse per seguire un miraggio. Soldi e risorse investibili meglio altrove. Che si fa con la popolazione (non poca) che non ha telefonino con Bluetooth? Non la si traccia?”, prosegue l’esperto

“Come si comporta il contact tracing per esempio con una cassiera, che sta in prossimità per 2-3 minuti con tanti clienti ogni giorno? E ammesso che tutto questo funzioni, che si fa una volta che abbiamo questo tracciamento? Ci sono le risorse umane e le scorte mediche sufficienti per gestire tutti questi contatti tracciati? Senza follow-up, rischia di essere solo una foglia di fico”, osserva.


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