Coronavirus, Ipo congelate a Piazza Affari 

Pubblicato da in data 14 Aprile 2020

Coronavirus, Ipo congelate a Piazza Affari

Pubblicato il: 15/04/2020 18:33

Il lockdown da coronavirus congela le nuove quotazioni in Borsa. A Piazza Affari, dopo un 2019 brillante per il settore delle Ipo, le società che avevano deciso di quotarsi stanno prendendo tempo e, dopo il crollo dei mercati scatenato dalla pandemia di Covid-19, stanno valutando la giusta tempistica. I mercati, nonostante i piani di sostegno all’economia approvati dai diversi Paesi, potrebbero recuperare terreno, ma sono ancora in preda alla volatilità. E si aspetta di vedere la reale portata della crisi economica, con l’Fmi che prevede un calo del 3% del Pil mondiale e del 9,1% per l’Italia.

Molte delle aziende che erano pronte a debuttare a Piazza Affari hanno tirato il freno a mano. Sarà quindi molto difficile replicare quest’anno l’andamento del 2019, anno d’oro per le nuove quotazioni in Italia, con 35 Ipo. Nel primo trimestre del 2020 la schiera di aspiranti matricole, oltre 25 secondo alcuni, si è dissolta e solo Unidata ha avuto il coraggio di sbarcare a Piazza Affari. Una decisione che ha premiato la società, che dalla quotazione del 16 marzo scorso si è mossa in controtendenza rispetto al mercato, con un balzo del prezzo delle azioni.

Nonostante la cautela, l’interesse delle società verso la Borsa resta. “Il sentiment verso il capitale di rischio e la quotazione resta positivo anche in una fase delicata come quella attuale”, spiega Anna Lambiase, amministratore delegato di Ir Top Consulting, all’Adnkronos. “Anche perché il percorso di preparazione all’Ipo dura qualche mese. Noi nello specifico stiamo lavorando a più dossier di pmi innovative e abbiamo ricevuto una domanda elevata per la verifica della fattibilità di Ipo da parte di società operanti soprattutto nei settori It e Digital, comparti che si sono dimostrati più resilienti degli altri”.

Fra le aspiranti matricole c’è Sia, società attiva nelle infrastrutture e nei servizi di pagamento, partecipata da Cdp Equity, che lo scorso 6 febbraio aveva annunciato l’avvio del processo per la quotazione sull’Mta entro l’estate. Una Ipo che si annunciava miliardaria, con una valutazione della società compresa fra i 3 e i 4 miliardi di euro. Ma Sia potrebbe scegliere una strada diversa e optare per l’aggregazione con Nexi, la maggiore Ipo di Piazza Affari nel 2019.

Fra le aspiranti debuttanti c’è anche Epta, attiva nel settore della refrigerazione commerciale. “Il mondo è cambiato completamente e dobbiamo capire in che situazione siamo. E questo chiede un po’ di tempo”, dice Marco Nocivelli, presidente e amministratore delegato di Epta. “Il percorso di quotazione ci affascina e può far crescere l’azienda per affrontare nuove sfide”, ma la crisi provocata dalla pandemia “ha creato un momento di stop che speriamo non duri troppo a lungo. La situazione attuale non facilita la possibilità di presentarsi agli investitori e di dare previsioni sulle prospettive aziendali. Appena ci sarà una schiarita ricominceremo a fare le nostre riflessioni sul punto”.

Anche l’operazione per l’ingresso su Aim Italia di Elisabetta Franchi avverrà con tempi più lunghi. L’accordo di business combination tra la controllante Betty Blue e Spactiv è stato bloccato a causa dell’esercizio del diritto di recesso di gran parte degli azionisti di Spactiv, dovuto anche alla situazione incerta sui mercati finanziari a causa dell’emergenza coronavirus.

Fra le altre potenziali matricole Gvs, azienda bolognese specializzata in filtri per il settore medicale, di laboratorio e automobilistico, ha scelto le banche e gli advisor per la quotazione, che sarebbe dovuta avvenire entro la fine del primo semestre. Anche Intercos, produttore di cosmetici, ha già nominato gli advisor e avrebbe dovuto quotarsi entro aprile. Giochi Preziosi puntava al debutto in aprile, ma l’emergenza sanitaria ha bloccato l’operazione e la quotazione potrebbe essere rinviata a giugno, anche se due fondi di private equity avrebbero proposto all’azionista un ingresso nel capitale.

Nella lista delle possibili Ipo figurano anche Agos, società di credito al consumo, Adler, partecipata dal fondo Fsi e attiva nella componentistica per i trasporti, e Generalfinance, nel settore del factoring. Valutano l’ingresso a Piazza Affari anche Lima Corporate, che produce protesi ortopediche, e il gruppo Rina, società di consulenza ingegneristica, anche se la quotazione non dovrebbe avvenire prima del 2021.


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