Coronavirus: Beraldo (Ovs), ‘incassi azzerati, servono misure più veloci per liquidità’  

Coronavirus, Beraldo (Ovs): Incassi azzerati, servono misure più veloci per liquidità

Stefano Beraldo, ad di Ovs Spa

Pubblicato il: 17/04/2020 19:16

“Il settore retail abbigliamento è il più colpito nel breve termine dalla crisi per effetto dei pagamenti dovuti sulla merce prodotta e acquistata per il periodo primavera estate. Abbiamo visto azzerarsi gli incassi per l’obbligo di chiusura dei negozi dal 10 marzo. Liquidità? Il ‘Decreto Liquidità’ rappresenta un valido supporto sotto il profilo finanziario e le interlocuzioni a tal riguardo sia con le istituzioni governative che con gli istituti bancari sono già ben avviate e vi sono già concreti segnali positivi. Va nella direzione corretta anche se con modalità complicate che prevedono una lunga catena di autorizzazioni. Ci vorrebbero delle procedure più snelle e veloci”. Così, con Adnkronos/Labitalia, l’ad di Ovs spa, Stefano Beraldo, spiega gli effetti dell’emergenza coronavirus sul gruppo di tessile e abbigliamento per uomo, donne e bambini con circa 1400 negozi a marchio Ovs e Upim in tutta Italia.

E proprio dalla moda per bambini l’attività di Ovs, aderente a Federdistribuzione, è ripartita. “Dal 14 aprile abbiamo riaperto circa 300 negozi kids. La risposta è stata positiva perché mamme hanno bisogno di vestire bimbi che nascono e crescono”, dice. E pensare che prima dell’emergenza covid 19 gli obiettivi della società erano più che positivi. “Il 2019 ha registrato un forte recupero sotto tutti i profili con una decisa ripresa verso i livelli storici di profittabilità e con una significativa generazione di cassa (vendite a 1.370 milioni – solo un -1,5% su una flessione domestica del comparto del 3,9% – un utile per 57,7 milioni (+2,6 milioni vs 2018)”, spiega Beraldo che nei giorni scorsi ha anche scritto una lettera aperta alla classe politica per chiedere interventi per l’intera filiera del tessile e dell’abbigliamento.

“Purtroppo il 2020 -continua ancora Beraldo- è iniziato nel segno della tragedia legata al Covid-19 ma i risultati conseguiti dimostrano che da un lato il posizionamento incentrato sui bisogni delle famiglie italiane, dall’altro le attività intraprese negli ultimi anni, che hanno riguardato in particolare la revisione dei processi di pianificazione, ideazione e realizzazione delle collezioni, sono corretti e contribuiranno a farci ripartire al momento della riapertura”.

E sui prossimi mesi, per Beraldo, “ad oggi non è possibile fare previsioni. La ripresa sarà lenta e onerosa”. “Il nostro gruppo è il più importante nel mercato del tessile abbigliamento in Italia e risulta tra quelli con i migliori margini ed indici patrimoniali. E’ un’azienda italiana con quasi cinquant’anni di storia, fortemente radicata nel territorio. Continueremo -sottolinea- a rimarcare la nostra italianità che credo nel futuro sarà sempre più un valore aggiunto”, sottolinea. A crescere in queste settimane è stato però l’e-commerce. “L’online è importante ed è in forte crescita, soprattutto nel bambino e nell’uomo, ma non potrà mai bilanciare i mancati ricavi del canale fisico, che in Italia rappresenta quasi il 90% del mercato”, spiega ancora Beraldo.

Intanto Ovs sta pensando ai suoi dipendenti. “Per quanto concerne il personale -sottolinea Beraldo- si è attivato l’utilizzo del fondo ferie maturato, per poi passare alla cassa integrazione. È stato inoltre istituito un fondo di solidarietà finanziato dalle retribuzioni dei dirigenti e destinato a chi dalla crisi è stato più colpito, come la famiglia di un nostro giovane collega che purtroppo è mancato dopo due settimane di lotta contro il virus. Lo smart working è stato adottato per circa il 70% dei collaboratori che operano nella sede centrale”.

E, inoltre, spiega Beraldo, “fin dal primo giorno del mese di marzo è stato istituito un team dedicato alla gestione dell’emergenza, mettendo in atto tutte le iniziative possibili per preparare il Gruppo al contesto individuando cinque aree: affitti, personale, costi operativi, approvvigionamento merci ed infine, investimenti”. “Tra le numerose iniziative di questo periodo è stato anche sviluppato un social network interno all’azienda che coinvolge tutti i nostri dipendenti, facendo training, e incentivandoli a proporre idee di business e commerciali da applicare una volta che i punti vendita riapriranno”, aggiunge.

E per risolvere il problema degli affitti in corso per le attività commerciali, nonostante gli incassi azzerati per l’emergenza coronavirus, secondo l’Ad di Ovs, “si potrebbe fare in modo che i crediti delle proprietà immobiliari siano cartolarizzati, con finanziamenti garantiti dallo Stato in modo che l’immobiliarista stesso non si veda messo in difficoltà dai mancati pagamenti; è importante comunque che, come avvenuto in altri paesi europei, il governo affronti questo tema dal punto di vista legislativo per evitare di lasciare l’iniziativa ai singoli, ai privati”.

E Ovs, che ha i negozi chiusi dal 10 marzo, eccetto 300 negozi kids riaperti dal 14 aprile, sta portando avanti “le interlocuzioni con i proprietari immobiliari -sottolinea ancora Beraldo- che sono state attivate da subito”. “Indispensabile, oltre alla cancellazione dei canoni per il periodo di chiusura dei punti vendita e il posticipo di almeno una trimestralità, la rimodulazione degli stessi al fine di renderli un costo variabile rispetto al fatturato del negozio”, avverte.

“Per i mesi che vanno dalla riapertura sino alla fine dell’anno ci aspettiamo una riduzione di affitti nell’ordine del 50%. Le vendite che realizzeremo sino a fine anno oltre che essere fortemente ridotte, saranno anche caratterizzate da una minore marginalità a causa dei rilevanti costi in parte straordinari che i retailers dovranno sostenere”, conclude.