Coronavirus, Cirio: “Ripartenza? Non vedo una strategia nazionale” 

Coronavirus, Cirio: Ripartenza? Non vedo una strategia nazionale

Fotogramma /Ipa

Pubblicato il: 17/04/2020 10:27

La data del 4 maggio potrebbe essere quella buona per la ripartenza in Piemonte? “L’inizio di maggio è il riferimento per una nuova normalità. E’ evidente che questa però è una prospettiva, poi ci sono i dati del contagio e quindi la scienza che ci dirà se in quel momento ci saranno le condizioni per ripartire o meno. Io credo che, sulla base degli indicatori, ci possano essere le condizioni perché la prima decade di maggio possa essere il momento opportuno, ma andrà certificato monitorando quotidianamente l’evoluzione del contagio”. Così Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, ospite di 24 Mattino su Radio 24.

“I numeri della mia Regione oggi mi impongono la linea del rigore e della prudenza – sottolinea Cirio – Non ho riaperto le librerie né le cartolibrerie perché credo che il contenimento oggi in Piemonte sia ancora un’arma da seguire con determinazione. Non vuol dure non farci trovare pronti quando sarà il momento opportuno, ed è il motivo per cui con il Politecnico di Torino abbiamo definito un modello di sicurezza che stiamo attuando per tutte le attività produttive verificando settore per settore quali possono essere le condizioni per ripartire in sicurezza”.

“Abbiamo due dati – spiega ancora Cirio -. Quello dei contagi che dice che il virus sta rallentando in tutta Italia e anche in Piemonte ma in Piemonte meno che nelle altre Regioni anche perché in Piemonte oggi si processano 5mila tamponi mediamente al giorno e questo dato influenza il dato finale; poi c’è il dato oggettivo della vicinanza con la Lombardia. Ma abbiamo anche una media di 10 posti che si liberano in terapia intensiva e meno pressione sul pronto soccorso e questo vuol dure che ci sono meno persone che si ammalano. Sono dati positivi ma dobbiamo imporci quella linea del rigore che io ho voluto dall’inizio. Continua però il lavoro per mettere in sicurezza le attività produttive e farci trovare pronti quando i medici ci diranno che si potrà ripartire”, sottolinea.

“Io – continua il governatore – invoco una strategia nazionale sulla riapertura e invocandola in questo momento non la vedo. Il governo nazionale non deve fare l’errore che ha fatto con le misure di contenimento, a inizio marzo fatte per provincia. Questa disomogeneità è stato un errore, non lo si faccia con le riaperture”.